domenica, novembre 28, 2004
Oggi sono andato a pranzo da un mio cugino, che da qualche mese vive per i fatti propri in un appartemanto alla perifiria di Moncalieri. Sei il panorama dalla sua finestra non è un granché - non si vede neanche la collina di Torino - vive in una bella palazzina con parcheggio interno e anche il suo alloggio non è male, piccolo e accogliente.
Questa ennesima esperienza mi ha fatto desiderare, come sempre mi capita, di ottenere in tempi brevi la mia indipendenza economica e quindi fisica. Non dico che potendo sceglierei la vita da single, ma di certo sarebbe sempre meglio che pesare sulle spalle dei miei, avendo poi maggiore spazio e libertà di movimento.
Chissà per quanto tempo questi progetti resteranno sulla carta. Per adesso mi tocca riprendermi dal raffreddore che mi sono beccato e di cui ho preso coscienza solo una volta tornato a casa.
postato da: Iburo alle ore 19:40 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, novembre 19, 2004
Ieri sera sono stato all'inaugurazione di una mostra nel centro di Torino. Mi ha fatto piacere incontrare un perfetto sconosciuto che mi ha chiesto se la Casa dei Ciliegi in Giappone c'è ancora. Era semplicemente un mio lettore che mi aveva riconosciuto dopo avermi visto in fotografia sulla quarta di copertina del mio primo libro - Il candore dei ciliegi - e si era ricordato del mio romanzo, di cosa parlava. Mi ha fatto davvero piacere.
Un po' meno stamattina scoprire che nella graduatoria per accedere al corso di bibliotecario mi sono posizionato 22° e prendevano i primi 20. Che fortuna, eh? Posso solo sperare nel proverbiale ripescaggio, nel caso qualcuno decida di non farlo più. Strano che la graduatoria finale l'abbiano stilata dopo i colloqui, da cui evidentemente è emerso che Alessandro Del Gaudio, autore di quattro romanzi, collaboratore di numerose riviste letterarie ecc., dopo aver superato il test d'ammissione non è stato infine giudicato idoneo a frequentare un corso per lavorare in una biblioteca. Evidentemente hanno pensato che io non ne abbia bisogno, che mi presentassi domani stesso alla Centrale di Corso Palestro mi prenderebbero subito...
Mi consolo con il mio ultimo romanzo, che terminerò al più tardi domani, visto che sto scrivendo l'ultimo capitolo.
postato da: Iburo alle ore 17:53 | Permalink | commenti (11)
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lunedì, novembre 15, 2004
Please come and find me my love
I'm ready now to come home
Please come and find me my love
Let's leave this place
Let's leave no trace

Can you hear me my love
I'm shouting in the wind
Can you hear me
Can you see me my love
I'm drawing in the sand
Can you see me

I hope that I'm still with you
As you are with me
You always will be

Please, come and find me, my love
I'm ready now, to come home
Please, come and find me, my love
Let's leave this place, let's leave no trace

Please come and find me my love
I'm ready now to come home
Please come and find me my love
Let's leave this place
Let's leave no trace

Can you feel me my love
I'm hurting so bad
Can you feel it
Can you tell about my thoughts
I wish that you were here
Do you know it

The time that I've had
Don't need anymore
You're the one I wait for

Please come and find me my love
I'm ready now to come home
Please come and find me my love
Let's leave this place
Let's leave no trace

Please come and find me my love
I'm ready now to come home
Please come and find me my love
Let's leave this place
Let's leave no trace

Lene Marlin



Trad.

Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Ora sono pronta per tornare a casa
Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Lasciamo questo posto
Non lasciamo traccia

Riesci a sentirmi amore mio
Sto gridando nel vento
Riesci a sentirmi
Riesci a vedermi amore mio
Sto disegnando nella sabbia
Riesci a vedermi

Spero di essere ancora con te
Come tu lo sei con me
Lo sarai sempre

Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Ora sono pronta per tornare a casa
Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Lasciamo questo posto
Non lasciamo traccia

Riesci a sentirmi amore mio
Sto soffrendo così tanto
Riesci a sentirlo
Riesci a riconoscere i miei pensieri
Vorrei che tu fossi qui
Lo sai

Il tempo che ho avuto
Non ne ho più bisogno
Sei colui che aspetto

Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Ora sono pronta per tornare a casa
Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Lasciamo questo posto
Non lasciamo traccia

Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Ora sono pronta per tornare a casa
Ti prego vieni a cercarmi amore mio
Lasciamo questo posto
Non lasciamo traccia
postato da: Iburo alle ore 18:09 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, novembre 08, 2004
Oggi ho fatto il colloquio per il corso di bibliotecario. Dopo aver superato il test d’ingresso, il mio effettivo accesso al corso dipenderà dal mio curriculum e dall’impressione che ho fatto stamattina. Spero che la mia attività di scrittore mi dia qualche chance in più.
Ma oggi non voglio parlare di questo. Sono parecchi giorni, ormai, che ho ripreso a scrivere Millegiorni, un romanzo su cui sto lavorando da quasi due anni. Perché tutto questo tempo? Perché per raccontare questa storia ho dovuto spesso scendere a compromessi con me stesso e non sempre ci sono riuscito. Ci sono libri che sono belli da scrivere per la storia, altri per l’atmosfera e i personaggi. Millegiorni appartiene a questa seconda categoria. Ogni volta che mi ci immergo vivo come se tutto il mondo attorno a me fosse trasfigurato e i personaggi si muovessero davvero nel mio quotidiano, mi spingono a interrogarmi, mi appaiono in sogno, mi invitano a dialogare con loro. Allora capisco che ogni scrittore è il tramite attraverso cui si scrive una storia, perché i suoi personaggi sono il frutto di un insieme di cose che succedono all’autore, il prodotto di un momento particolare. Ecco perché si ha bisogno di molto tempo per scrivere, a volte, un romanzo. Spesso ci preoccupiamo, di fronte alle situazioni della vita, specie quelle difficili, di mostrarci forti per superarle. Non ci chiediamo mai quanto esse provochino alla nostra mente e alla nostra anima. Forse i libri sono la risposta, per uno scrittore. E tutte le volte che ho ripreso a scrivere questo libro l’ho fatto sempre con grande slancio, improvvisamente, trascinato dal suo fascino, come conseguenza di cose che mi sono successe, belle o brutte che fossero. L’ho fatto quando scriverlo rappresentava per me un modo per darmi delle risposte. Chissà quante altre cose scoprirò prima della parola fine, certo è che sentirò di essere onorato di averlo scritto.
postato da: Iburo alle ore 20:20 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, novembre 01, 2004
La sera del dì di festa. Poche ore e ti aspetta la vita di sempre, con il lavoro che non ti piace e che devi fare perché non capita mai che qualcosa di meglio passi di qua. Ed ecco che in un attimo mi trovo a rimuginare sugli esami che dovrei dare e sui libri che non mi riesce di studiare. E su quelli che ho cominciato a leggere e non ho mai finito, su quelli che mai inizierò. Su quelli che non ho mai osato scrivere o che non ho mai finito di scrivere anche quando sono arrivato all’ultima pagina. Sul mio nome che è andato pian piano scomparendo dalla mente di molti che mi avevano giurato amicizia per sempre, e sui posti che hanno gradatamente cancellato ogni segno della mia presenza e del mio passaggio, sui luoghi che ho considerato casa mia e tornando ho trovato senza più un angolo in cui stare. Su chi mi ha giudicato senza sapere e non mi ha mai chiesto scusa, su chi mi ha detto di stare tranquillo e mi ha mentito, su chi mi ha trattato come un estraneo pur conoscendomi da parecchi anni; su chi si è vergognato a dire in giro che era mio amico e chi si è vergognato a farsi vedere in mia compagnia, su chi ho amato e non ha mai mostrato alcun riguardo nei miei confronti, sulla murrina che ho regalato a Marzia e che lei ha nascosto per paura di portare addosso ancora qualcosa di mio, sulla cena che è saltata con Mara e che lei non mi ha mai dato modo di spostare. Sull’anno di crisi depressiva e un telefono che non ha mai squillato, su chi pensa che io sia un immaturo perché fra pochi giorni ho trent’anni e sono rimasto sempre fedele a me stesso. Su chi pensa che io sia insensibile perché non mi ha mai visto piangere, o perché a volte mi andava di scherzare. Su chi non mi ha più rivolto la parola perché ho detto quello che pensavo, su chi non risponde più ai miei sms, su chi si è ricordato di me quando faceva comodo. Su chi ha preteso che gli regalassi una copia del libro perché era mio amico, su chi mi ha chiesto hai scritto ancora qualcosa e poi non sa neanche come è fatta la copertina del mio primo libro, su chi è scomparso perché tutte le sere non lo accompagnavo a bere al solito posto. Su chi mi ha detto le faremo sapere e non ho più sentito. Su chi mi ha detto, se ti va bene e così, se no niente. Su chi ha insultato mio padre e mia madre. Su chi mi ha tenuto ore e ore inchiodato a raccontarmi le sue disavventure e poi quando è toccato a me mi ha liquidato con un non sei l'unico, è successo a tutti. Su…
A nanna Ale. Domani ti devi alzare presto.
postato da: Iburo alle ore 23:52 | Permalink | commenti (7)
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