Il sottotitolo diceva: la storia che ha riempito il cuore degli uomini di terrore e quello delle donne di desiderio. Quando ero piccolo l'avrò visto almeno tre volte il Dracula di John Badham girato nel 1979, l'ultimo prima della celeberrima pellicola di Coppola. Un film che mi era piaciuto molto e che pure mi sembrava così diverso da quello più famoso girato negli anni 90, che veniva etichettato come vera storia e ispirato al romanzo di Bram Stoker. Eppure, anche il film di Coppola peccava di numerosi interventi che hanno alterato irrimediabilmente il romanzo che io reputo il capostipite dell'horror come oggi lo conosciamo, il capolavoro indiscusso del genere. Perché, ad esempio, il dottor Van Helsing, da gentile e educato qual era nel libro doveva diventare scurrile e inadeguato nel film? E come avrebbe mai potuto l'integerrima Mina Murray innamorarsi perdutamente fino a rinunciare quasi alla sua anima di un essere demoniaco che aveva torturato il futuro marito Jonhatan Harker? Niente di tutto questo accade nel romanzo, non si parla degli amori del conte, né si dedica così poca attenzione ai personaggi, che restano fedeli a se stessi come i protagonisti di un grande romanzo devono essere.
Il film di Badham, però, lo batte di gran lunga, sciorinando inesattezze una dietro l'altra, pur riuscendo a mantenere, e questo è il suo merito, un'atmosfera tesa e inquietante per quasi tutto il tempo, caratteristica dei film degli anni '70. Tanto per cominciare, vengono invertiti i ruoli, non è Lucy la prima (e unica) vittima del Conte, ma Mina, che qui diventa figlia del prof. Van Helsing. E' Lucy, invece, che nel film sta per sposare Harker, che però si innamora del Conte e rinuncia a lui. Non solo, viene presentata come figlia di chi non è. Harker è un giovanotto più simile a un vaccaro che a un gentleman inglese, non incontra Dracula fino a quando egli non arriva in Inghilterra e lo uccide sulla nave che dovrebbe portare il Signore dei Vampiri e la sua sposa (Lucy) in Transilvania, mentre nella storia originale (e nel film di Coppola), viene raccontato di come Dracula venga rincorso per mezz'Europa e ucciso poco prima di poter rientrare nel suo castello. Van Helsing, infine, è presentato come un pallido vecchio superstizioso e non come uno studioso che crede nel vampirismo e si occupa di occultismo. Alla fine in questo film viene ucciso e non si capisce se Dracula muore davvero o se il suo mantello, portato via dal vento, conservi ancora un po' della sua anima, presagio del suo possibile ritorno. Risultato, il film di Coppola c'è l'ho registrato dalla tv ed è da qualche parte, mentre quello di Badham l'ho registrato venerdì notte e l'ho visto sabato, per poi cancellarlo senza ripensamenti, seppur mi abbia riconsegnato alcune delle emozioni vissute guardandolo da piccolo. Mi chiedo come sia possibile, ma è così. Il romanzo, invece, è su uno scaffale della mia camera, e nel mio cuore.












