lunedì, giugno 27, 2005

Quest’oggi termino il corso, e con l’esame del 4 e 5 luglio terminerà l’esperienza con i miei colleghi futuri bibliotecari (per scaramanzia, via…) Non avrò più un computer a disposizione per cui non potrò aggiornare spesso il mio blog, almeno fino a quando non avrò di nuovo un mio computer. Comincio, quindi, con l’augurare buone vacanze a tutti (ve le siete…anzi, ce le siamo meritate!).

Poi vorrei parlarvi di una lezione che abbiamo fatto stamattina, l’ultima del corso, sul diritto d’autore. Lezione, che tanto per cambiare, mia ha fatto girare un po’ io cosiddetti. Ci ha parlato della SIAE, quindi perché stupirsi? La SIAE non impedisce di masterizzare i cd, anzi secondo me è contenta perché su ogni masterizzatore prende una percentuale per sé. Proprio così, voi non lo sapete ma quando lo comprate una parte di ciò che spendete va alla SIAE. Che dovrebbe poi passare i proventi agli artisti per risarcirli del mancato pagamento dei diritti d’autore. Ma come fa la SIAE a sapere quali cd uno masterizzerà, e quindi a quale artista vanno i soldi. Non lo sa, infatti, quindi si tiene i soldi. Altra tassa illecita allo Stato, senza che se ne sappia niente. Un metodo applicato due anni fa, una nuova legge presentata come la risposta alla pirateria, così che gli artisti potessero avere diritto ai guadagni frutto del loro ingegno. Ma occhio a non fotocopiare le copertine dei cd, perché se la riproduzione è consentita a livello privato, se compare la copertina non si può dimostrare di non aver acquistato un cd contraffatto, quindi multa (dai 51 ai 1065 euro). Poi c’è la novità più fantastica di tutte, di cui non so quanti siano a conoscenza. Se si compra un cd (o un vinile) all’estero, non si paga la SIAE, perché all’estero non c’è, per cui per essere in regola uno dovrebbe andare a farsi mettere regolare bollino, pagando chiaramente! Se no si potrebbe anche essere salatamente multati.

Ecco come funziona. Capito? La cosa bella è che quest’estorsione di denaro legalizzata non va neanche a vantaggio degli artisti. E intanto io per comprare un cd originale la settimana scorsa ho speso 20,60 euro, contro le 37.000 lire di un tempo. E meno male che ci sono Ligabue e Faletti che si prestano a fare pubblicità contro la pirateria, prendendo chiaramente soldi in cambio.

Chiudo invitandovi alla presentazione del mio nuovo libro (che come tutti gli altri di bollini SIAE non ne ha mai visto neanche uno, forse perché servono a niente), che si terrà il 9 luglio alle 17, presso la libreria Librarsi di P.zza Annunziata 12 a Venaria (TO). Chi volesse venire sappia che farà cosa gradita all’autore. Il libro è sempre, ancora, Italoamericana.

Saluti. Spero di leggervi e scrivervi presto.

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lunedì, giugno 20, 2005

Mi fa piacere constatare il come si parli dei libri scomodi in Italia, in questo paese in cui l'editoria è un sistema protetto per pochi dove solo pochi possono emergere o far parlare di sé. Un sistema che si permette il lusso di scegliere i nuovi Proust e di bacchettare le lolite. Per esempio, è da poco uscito il nuovo romanzo di Melissa P., scrittrice discussa per il suo primo romanzo ma ancora più discussa per la nuova fatica. Sono il primo a chiedermi che cosa si possa trovare di interessante nei suoi libri, non li ho letti e penso non lo farò mai, per cui non mi toglierò mai questa curiosità. Ma se Melissa P. è un'autrice per modo di dire, dà alle stampe i suoi diari porno e ci ricava anche grandi guadagni, la colpa non può che essere di chi li compra, dei lettori, e allora la stampa perbenista - che però sopporta altre porcate - ha poco di che stracciarsi le vesti. Anche perché il giudizio rivolto alla lolita catanese è stato di aver scritto un romanzo (l'ultimo) - udite udite - casto, da donna vissuta, e di conseguenza insipido, senza sangue, per dirla alla Baricco. Perché deve scrivere cose che non conosce? Mica come Piperno, che parla della Roma che conta con finta cognizione di causa e subito diventa il nuovo Proust. E già, lui sa quel che scrive, lui merita elogi e le sue vendite sono giustificate. Forse se Melissa P. avesse pubblicato con un editore più conosciuto queste critiche non gliele avrebbero rivolte, mentre Fazi, poverino, non può e non deve permettersi di essere ai primi posti in classifica. Che poi i libri di Melissa lascino a desiderare, quello è un altro discorso, se è per questo neanche Piperno mi sembra un grande scrittore. Ma all'Italia, in questa fase di transizione, serviva solo di trovare un nuovo Proust nazionale.

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venerdì, giugno 10, 2005
Tutti i giornali, da quelli gratuiti (Metro, City, Leggo, ...) alle grandi testate (Stampa, Repubblica), hanno dedicato la prima pagina della cronaca locale all'incredibile aumento di turismo in Piemonte, che ha visto crescere il flusso di visitatori di una buona percentuale, qualcuno sostiene persino del 45%. Torino, in particolare, è diventata la meta più ambita, preferita alle montagne e ai laghi soprattutto da americani, svedesi e cinesi. Evidentemente i torinesi hanno smesso i panni dei bugianen e iniziano a pensare da operatori commerciali. Se non fosse che l'altro ieri ho partecipato a un'assemblea indetta dalla mia circoscrizione sul progetto di riqualificazione di Spina 3, il nuovo quartiere sorto vicino al centro città al posto delle ferriere che in passato hanno dato lavoro a migliaia di persone. Torino investe sul turismo e sul terziario eppure emergono due distorsioni concettuali: c'è chi, nostalgico, tornerebbe volentieri al passato indstriale che ha soffocato la città con fabbriche e capannoni, trasformando le piazze del centro in parcheggi sporchi e fatiscenti, e chi, invece, per contro nasconde sotto le migliori intenzioni di rilancio progetti discutibili che, come al solito, non tengono conto delle esigenze dei cittadini e concedono spazio alle multinazionali e alle lobby. Queste due posizioni sono state ampiamente rappresentate in questa assemblea, e ciò che ne è scaturito è stato un vergognoso confronto, teso e violento, privo di rispetto verso l'opinione altrui, un battibecco regno di politica che ha scandalizzato i molti che erano presenti più per curiosità e voglia di sapere che per la polemica fine a se stessa. Ecco, allora, come si costruisce il futuro di una città, anche se queste sfaccettature appaiono spesso solo come dei particolari insignificanti, di cui non vale parlare. Spero che alla fine sia il turismo consapevole a trionfare, quello di chi non giudica ma contempla e conserva, e fa tesoro, magari si indigna, ma con rispetto.
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mercoledì, giugno 08, 2005
Io non riesco proprio a non vergognarmi della facilità con cui gli Italiani dimenticano. Fino a ieri ci stracciavamo le vesti per i bond e Tanzi, per Cirio e Parmalat e oggi ci comportiamo come se l'Italia fosse un paese che non ha problemi. Ogni giorno si sentono notizie di crisi economica, di recessione possibile, di ricchezza che non si produce più e di punto in bianco l'idea più furba che salta alla mente a qualche politico è di tornare alla Lira. Bravi! Come se la lira fosse in grado di risolvere i problemi di un paese in declino. Colpa dell'Euro se i giovani non hanno lavoro, se la roba costa di più, se i cinesi ci fregano il mercato... BLA, BLA, BLA! Parole con cui riempirsi la bocca. MA STIAMO SCHERZANDO!?! Ieri sul tram due signori - per far capire che non erano giovani - sostenevano esattamente la tesi leghista che tornando alla lira si vivrebbe meglio. Mi viene solo da dire una cosa. IGNORANTI! I signori sul pullman, i promotori di questo referendum, tutti coloro che si permettono di usare i problemi dei giovani per caldeggiare il ritorno al passato...'GNURANT! Prima si stava meglio, torniamo a come stavamo prima. Con il piccolo particolare che il prima non è adesso, che di fronte a giganti come Stati Uniti e Cina noi siamo niente, che solo restando in Europa potremo avere qualche speranza di non conoscere la fame. La signora - sempre quella sul tram - diceva: "Io sono arrivata alla mia età, ormai...Sono i giovani a doversela vedere..." Vedere cosa? Io voglio trovare lavoro e voglio che resti l'Euro. Ma guarda un po'? E sono certo di non essere l'unico a pensarla così. Se no prepariamoci a diventare come la povera Argentina.
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lunedì, giugno 06, 2005
Ciao. Il mio computer mi ha definitivamente lasciato, quindi posso aggiornare il blog solo dalla biblioteca, visto che in questo momento nessuno mi può vedere. L'esperienza dello stage sta per chiudersi, mancano pochi giorni ormai, e questo significa anche che sono praticamente alla fine del corso. Gli esami saranno il 4 e 5 luglio. In attesa di concentrarmi sullo sprint finale, non potendo scrivere ovvie ragioni, ho deciso di farmi un giro a Genova ieri, una città che adoro particolarmente e che ieri ho potuto apprezzare in quasi tutto il suo splendore, perché a parte alcuni interventi che indubbiamente andrebbero fatti per riqualificare alcune sue zone, trovo che il capoluogo ligure oggi goda di buona salute, molto più di anche solo pochi anni fa. Vi saluto non sapendo quando aggiornerò ancora il blog, forse tra una decina di giorni, trasmettendovi i saluti della mia collega stagista Samiel, che dopo questa avventura in biblioteca, tornerà a non vedere più i computer (lei non ce l'ha proprio). :)
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