giovedì, marzo 30, 2006

Per me sei l’ennesima potenza

L’indefinibile, l’indescrivibile,

l’impossibile a cui l’uomo aspira

la forza propulsiva di un reattore

che spedisce tra le nubi l'aviatore.

Hai la coda di cometa e la pelle

 di un paesaggio lunare,

descrivi archi d’argento e spettri solari

con ciglia di abissi profondi e sconfinati,

misteriosi, di specie estinte e mostri marini.

 Sei l’imperscrutabile che smarrisce,

 la carta vincente, l’arma finale,

la mossa che prende il banco, l’asso nella manica,

 la vittoria che spalanca l’angoscia della sconfitta,

il colpo di grazia, il destino crudele.

 Hai silenzi che sovrastano boati, piogge di stagione che pietrificano la lava,

 hai seta che spezza la spada.

 Tagli la notte impenetrabile con lama che scintilla,

 rompi il buio come aurora boreale,

 congeli il sangue, fermi il lampo,

 plachi i venti,

 rallenti di poco, velocemente aumenti.

 Sei quanto basta a credere che non hai prezzo,

 sei abbastanza da sapere che non potresti che essere questo,

 sei terra da conquistare, il bene essenziale,

 l’alito di vita che serve a respirare,

 la goccia che mi fa tracimare.

 

postato da: Iburo alle ore 22:48 | Permalink | commenti (5)
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domenica, marzo 26, 2006

Imprevista domenica milanese, oggi, dopo numerosi rinvii. Sono partito stamattina con l’ora legale, cioè un’ora di sonno in meno e la sveglia che non ha suonato, col rischio di perdere il treno. Risultato, arrivo a Milano con un sonno pazzesco e senza aver fatto colazione. Ma questo è poco, fosse la prima volta… Ho saputo che stanotte in città c’è stata la notte bianca, ed è bastato questo per svuotare tabacchini e edicole dei biglietti per i mezzi pubblici. L’unica possibilità per prendere la metropolitana è riuscire a prenderne uno ai distributori automatici, in coda a una fila di gente imbestialita e scomposta. Finalmente riesco ad arrivare al Cenacolo per scoprire che le visite sono tutte prenotate fino a fine maggio. E dirlo prima? Sul sito non c’è scritto. In un’ora, tra disinformazione e personale sgarbato mi sono già fatto l’idea che il mito della “Milano da bere” è un’emerita balla. Milano non è una città più efficiente delle altre, rispecchia perfettamente il modello italiano, si può prendere la metro senza pagare il biglietto – come abbiamo sperimentato io e i miei compagni di viaggio oggi al ritorno in stazione -, basta obliterare un biglietto già usato e la sbarra ai tornelli si apre lo stesso; la domenica sonnecchia, in settimana è soffocata dallo smog e dal traffico, la gente fuma e getta la cicca per strada e i bidoni dell’immondizia sono sempre pieni di rifiuti. Ma è per questo che mi è piaciuta più delle altre volte, perché è una città normale, dove non tutto è come si dice. Personalmente sono rimasto decisamente deluso dalla tanto elogiata Via Monte Napoleone e dal Quadrilatero d’Oro della moda, ma ammetto che le strade chiuse alle auto donano molto di più al centro. Ho trovato persino carini angoli che nei miei passati viaggi non avevo notato, come Piazza della Scala o Piazza Sant’Ambrogio, mentre il panorama dalle terrazze del Duomo è una distesa disordinata di antico e nuovo mescolato a vanvera. Tante belle chiese ricche di testimonianze del passato fanno da contraltare a inspiegabili follie architettoniche e il Parco Sempione è un polmone verde troppo piccolo per una città così grande. Ma passeggiando tranquillamente per le strade in cui per un torinese, abituato alla pianta scacchiera, è facile perdersi, si possono incontrare famiglie con i bambini al seguito di tutte le etnie, sentire lingue di tutto il mondo che si abituano alla convivenza.  Milano è anche questo. Sono andato per vedere cose che non ho visto, mi riservo di tornare per farlo, ma per adesso torno a casa contento.

postato da: Iburo alle ore 22:30 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, marzo 23, 2006

Per sgravare un po' l'Iburobar dal peso dei post su Torino, che essendo la mia città trova sempre spazio nel  mio blog, ho deciso di dedicarvi un blog su misura dal titolo IncanTO, a cui è possibile accedere dai link, oppure andando qui

http://taurinorum.splinder.com

Non dico che qui non parlerò ogni tanto del posto in cui vivo, ma cercherò di farlo quando proprio non potrò farne a meno e comunque senza dare troppe informazioni che potrei definire turistiche. Se verrete a trovarmi  sono sicuro che non ve ne pentirete. :)

postato da: Iburo alle ore 21:20 | Permalink | commenti (4)
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sabato, marzo 18, 2006

Miraggi di sabbia che mutano ogni istante, dune come fantasmi che ti passano alle spalle e ti deridono, sembrano sfidarti a sfidarle e ti incoraggiano ad andare oltre la linea del confine, non perdere la speranza di scorgere dietro la curva di un mare di curve, il mare. Sentieri che si perdono nel vento, percorsi da carovane di cammelli verso ignote destinazioni, da berberi dal volto nascosto da sciarpe variegate, che rompono la monotonia e tracciano traiettorie, e sanno sempre dove andare. E noi che ci affanniamo a cercare una direzione, fiutiamo l’aria che non ha odore, puntiamo l’orizzonte che non ha colore, e perdiamo le tracce nel deserto che ci circonda, ci opprime, insabbia le certezze, asciuga nell’angoscia ogni nostra aspirazione. Non c’è oasi che sappia rinfrancarci e miraggio che possa incoraggiarci a camminare, se la siccità che inesorabile dilaga e offusca i nostri sensi soffia dalle dune delle nostre sterili paure.

postato da: Iburo alle ore 18:03 | Permalink | commenti (3)
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martedì, marzo 14, 2006

Ok, magari sembrerà un po’ demagogico, ma il punto è che ci sono delle sere, quando torno dal lavoro, che penso a come sarebbe la mia vita se mi capitasse di poter fare un lavoro senza punti deboli, trovare la ragazza giusta, scrivere un best seller, avere come una volta amici a bizzeffe con cui uscire, e via dicendo. Sembrerà demagogico, ma a chi non l’hanno mai sfiorato sogni come questi? In fondo, sognare è una cosa bella e, a se ci si pensa bene, c’è sempre qualcuno al mondo da invidiare, di cui avremmo voluto avere la macchina fiammante o il posto fisso, la villetta a schiera o i parenti facoltosi. E quando mi capita di pensare a queste cose qualcosa mi dice che sto facendo la cosa sbagliata, perché che vita sarebbe la mia se passassi tutto il tempo chiuso in camera, steso sul letto, a pensare alle occasioni mancate, a quelle mai avute, a tutte le cose che avrebbero potuto darmi felicità o, per lo meno, serenità? È vero, sapere che esistono mi permette di capire che non parlo di cose che succedono su Marte, ma ci sono situazioni che sono da altro pianeta anche se avvengono sotto casa mia, che sono al di fuori della mia portata e che mi è impossibile realizzare, magari solo per il momento. Esiste il lavoro senza punti deboli? Forse no. E la ragazza giusta? E se non ho amici a bizzeffe è perché i tempi cambiano e non si può restare ventenni per sempre, quando si fanno un sacco di amicizie, di cui la gran parte destinate a esaurirsi in un battito di ciglia. Pochi amici, allora, ma buoni. Del resto se per averne di più dovessi indossare una maschera e tenermi dentro sempre le cose che gli altri non vogliono sentirsi dire non sarei più felice.

 

 Questo almeno un po’ mi consola, a fare il resto c’è la convinzione che i miei sogni sono sempre lì a spronarmi e che potere alzarmi la mattina per andare a lavorare, fare un lavoro che mi sono scelto, e tornare la sera con la sensazione di non aver sprecato il mio tempo a cercarne uno in fondo non è male. Poi ci saranno anche le solite paranoie da italiano medio e perennemente in mania di inadeguatezza sociale, che immagina sempre il termometro di gradimento e popolarità ai minimi storici anche quando si impenna, ma queste capitano anche a chi ha soldi e successo. Segno che chi crediamo avere tutto magari vorrebbe avere proprio quel poco che noi abbiamo.

 

postato da: Iburo alle ore 23:32 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, marzo 08, 2006

Dopo la Cerimonia di apertura delle Paraolimpiadi, il restaurato Stadio Comunale, diventato Olimpico Grande Torino, tornerà sotto i ferri per essere pronto a ospitare, dopo l'estate, il campo di gioco di Juve e Toro per l'anno 2006-2007.

Intanto, per chi fosse malauguratamente un gobbo juventino, il Delle Alpi comincerà un adeguamento per diventare lo stadio bianco nero, riducendo gli spettatori a 40.000 e prendendo il nome di Juventus Arena.

Da buon torinese anch'io devo avere una squadra locale, e non è certo quella dei gobbi, ma adesso e per sempre

FORZA INTER!

Dedico questo post in particolare a mio cugino megagenius.

postato da: Iburo alle ore 14:35 | Permalink | commenti (12)
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sabato, marzo 04, 2006
Vi annuncio che da qualche giorno mi frulla in testa una delle mie idee balzane, frutto di una semplice considerazione: per me scrivere un blog non significa solo curare un diario virtuale, ma anche gestire uno spazio in cui pubblicare, ogni tanto, poesie e riflessioni che mi piace condividere. Facendo una rassegna dei post messi in rete in questi due anni di vita dell'Iburobar, ne ho selezionati alcuni che mi sono sembrati - anche in base all'indice di gradimento espresso dai vostri commenti - più adatti a far parte di un libro che mi piacerebbe proporre per una pubblicazione. Chiaramente l'antologia dell'Iburobar non è ancora completa, la arricchirò di altro materiale fino a quando non avrà la consistenza e la completenza necessarie a convincermi a chiuderla. I brani scelti solo in alcuni casi sono stati scritti precedentemente o estraneamente al blog, quindi capirete che la, spero, futura pubblicazione sarà intimamente connessa all'Iburobar, e ne prenderà il nome. Voi cosa ne pensate?
postato da: Iburo alle ore 17:21 | Permalink | commenti (5)
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