martedì, ottobre 24, 2006

Ok, avevo detto che stava per uscire il mio romanzo fantasy – Aurora d’Inverno – ed ecco che ho mantenuto la promessa. Posso dire che un miracolo l’ha già compiuto, perché mia madre, che di pomeriggio non esce praticamente di casa se non un paio di volte al mese, oggi l’ha fatto, difatti i corrieri sono venuti a consegnarmi lo scatolone coi libri e non hanno trovato nessuno, per cui mi toccherà rincorrerli per farmelo recapitare. Questo romanzo ho cominciato a scriverlo nel periodo natalizio di qualche anno fa e visto che fra poco è di nuovo Natale penso che sia uscito nel periodo migliore, in cui storie come queste si leggono più volentieri e alimentano lo spirito di festa e magia. L’ho riletto tante di quelle volte da non poterne più, non so se piacerà a tutti, ma tuttavia ritengo che sia una delle cose più interessanti che io abbia scritto fino adesso. Un libro che viene da lontano, rispolverando, tra gli altri, alcuni personaggi inventati tanti anni fa, ai tempi della scuola. Poterli presentare al pubblico non può che essere un’ulteriore occasione di soddisfazione per me. Sì, perché io di fantasy ne ho letto davvero molto, è un genere che ho sempre adorato, per cui se qualche maligno dovesse pensare che ho scritto un romanzo fantasy solo perché adesso è di moda, prenderebbe un bel granchio.

 Aurora d’Inverno potreste trovarlo nelle librerie (ufficialmente dai primi di novembre!), se il libraio a cui lo richiederete avrà la pazienza di ordinarvelo. In ogni caso cercherò di farne avere qualche copia in giro, per facilitare l’acquisto a quanti vivono a Torino. Se no si può sempre contattare l’editore, Magnetica Edizioni, www.magneticaedizioni.it

redazione@magneticaedizioni.it

Certo anche a me piacerebbe avere quei grandi tabelloni in cartone esposti vicino alla cassa delle librerie che si possono permettere solo i tipi della Mondadori o dell’Einaudi, magari mi piacerebbe una bella riproduzione della copertina in scala 1:10, oppure anche un’illustrazione con elfi e fate, anche se in questo romanzo non troverete né gli uni né le altre. Indubbiamente mi farebbe guadagnare un sacco di lettori. Ho letto qualche giorno fa su IBS, che una giovane lettrice ha comprato il romanzo di Silvio Muccino solo perché ha visto la gigantografia sagomata della copertina in una libreria, e ha pensato che valesse proprio la pena prenderlo. Io i libri non li scelgo così, magari prima leggo di cosa trattano e mi faccio una proiezione mentale della trama per capire se vale la pena leggerli, poi al limite li compro. Valuto anche altre cose, non li prendo così su due piedi solo perché trovo un pezzo di cartone formato King Kong in un negozio che mi dice che è uscito quel tal libro, o perché chi l’ha scritto è un tipo già famoso. Però ammetto che la pubblicità è l’anima del commercio, e mi farebbe comodo avere qualcosa del genere anch’io. Non potendo, invito chi dovesse leggerlo e trovarlo bello (chi non lo trova bello perché dovrebbe farlo?) a fare un po’ di passaparola, proporlo magari come regalo di Natale, o come lettura del mese, per quanti non leggono più di un libro al mese. In cambio vi prometto la mia più sincera riconoscenza. Vi può bastare?

Aurora d’Inverno – 260 pagine – 13 € – Edizioni Magnetica

 

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giovedì, ottobre 19, 2006

Non immaginavo, ma sono sempre più dell'idea che collaborare per raggiungere un risultato comune sia una cosa piacevole e furba. Io e altri tre autori, infatti, abbiamo pensato di prendere contatto con librerie e biblioteche del Torinese per presentare insieme il nostro libro, e dai primi contatti devo dire che la cosa è piaciuta molto, perché i nostri interlocutori sembrano più disponibili a venirci incontro rispetto a se fossimo da soli. Non avendo alle spalle il nome di richiamo e l'editore famoso, cercare di convolgere un folto pubblico per una presentazione è impresa tutt'altro che facile, può andare bene una volta, magari la prima, ma dopo potrebbe rivelarsi un fiasco. Un evento combinato sarebbe, anche per i librai o i bibliotecari, più facile da organizzare, e in effetti l'esperienza fatta in questi cinque anni lo dimostra: le presentazioni riuscite meglio sono state quasi sempre quelle di gruppo. Chissà, magari settant'anni fa il club degli Inklings a Oxford ha preso vita proprio in questo modo. E da quel club sono usciti maestri come Tolkien e Lewis. Loro si riunivano al pub The Eagle and Child per condividere i loro scritti (loro e un'altra ventina di letterati) e forse anche per questo Il Signore degli Anelli e Le cronache di Narnia sono diventati dei classici della letteratura inglese. Quindi, perché non provare?

 Il pub Eagle and Child (soprannominato anche "Bird and the Baby" dagli amici di Tolkien) a Oxford. Qui gli Inklings si incontravano tutti i martedì sera.

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giovedì, ottobre 12, 2006

Lugo è un adolescente come tanti a cui piace stare con gli amici e uscire con le ragazze, incapace di provare per la sorella, Suprema Sacerdotessa di un culto in cui non sente di credere, amore e rispetto. Adora le belle macchine e le sfavillanti luci metropolitane. Riesce a realizzare il suo sogno di tornare nella città in cui è nato, la grande e nevralgica Albacoeli, per rivedere la casa paterna e i luoghi dimenticati, ma una sorte incredibile l’attende il giorno del suo arrivo. Un destino da cui rimarrà per sempre segnato, che lo porrà al centro di eventi incomprensibili per lui, a contatto con invincibili eroi e lucertoloni  parlanti, scimmie guerriere e entità antiche e potenti, amazzoni e misteriosi viandanti. Tutto sembra normale, niente è come sembra. Chi è la donna che invoca il suo aiuto? Chi il cupo cavaliere che lo aiuta in un mondo soffocato da diaboliche cospirazioni e terribili profezie? Grandi forze stanno per scontrarsi sulla strada verso la Città dell’Inverno…

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lunedì, ottobre 09, 2006
Nella prestigiosa sede di Palazzo Graneri a Torino, già "casa" del Circolo degli Artisti,il 2 ottobre è nato il primo Circolo dei Lettori d'Italia, inaugurato da una tre giorni di full-immersion nella lettura di gruppo intervallata da presentazioni e conferenze. Per esperienza posso dire che leggere in gruppo è davvero piacevole, se lo si fa con le persone giuste, cioè con chi non si mette a fare lo scemo mentre leggi perché partecipa solo per compagnia e non perché gli interessi leggere. E' un modo nuovo di approcciarsi a un piacere che solitamente si gusta in completa solitudine, nel segreto della propria stanza o sui pullman superaffollati delle grandi città. Siccome la scrittura non è solita a esprimersi in grandi manifestazioni di piazza - sebbene il ravebook organizzato in primavera da Baricco e Vacis al Palaisozaki abbia dimostrato che non mancherebbero di certo gli spettatori -, eventi (e enti) come questi non possono che far bene, perché propongono una sorta di live letterari, dove i lettori sono protagonisti incontrastati. E per una volta tutti i libri sono uguali, non importa il nome dell'autore che li firma o quanto sia famoso l'editore che li pubblica, importa che siano libri belli da leggere, anche ad alta voce.
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mercoledì, ottobre 04, 2006

Ci siamo. In questi giorni sto rileggendo le bozze per le ultime correzioni del mio nuovo romanzo. A fine mese dovrebbe uscire nelle librerie. Non vedo l'ora. Ecco un assaggio:

 Dopo pranzo Rebeka gli si avvicinò, comparve alle sue spalle senza che lui se ne accorgesse.

 “Ciao”, lo salutò.

 Lui trasalì e la guardò in tralice. “Accidenti. Ti ho già detto molte volte che mi spaventi quando fai così”.

 “E io ti ho già detto infinite volte che questo è l’unico modo che io conosco per presentarmi. Non è colpa mia se ho il passo felpato”.

 “Un’altra delle tue doti nascoste?”, la rimbeccò Lugo.

 “Può darsi”, rispose lei sorridendo, non facendo caso alle sue insinuazioni. “Mamma mi ha detto che la settimana prossima andrai a Albacoeli”.

 “Sì. Voglio vedere com’è diventata, dicono che sia cambiata molto”.

 “Chi lo dice?”

 “Alcuni amici con cui mi sento per corrispondenza. Ormai ci scriviamo da cinque anni”.

 Rebeka comprese solo in quel momento da quanto fosse radicata nel fratello la volontà di tornare alle sue origini.

 “Sono felice per te, è un occasione per conoscere posti nuovi”.

 Lugo si girò per guardarla bene. “Non si può dire che tu ne abbia bisogno, visto che non sei mai più stata laggiù”.

 “Sì, è così. Il mio posto è qui, a Alphane, adesso”.

 Lugo avrebbe voluto risponderle, ma sentiva covargli dentro solo un grande risentimento per la sua condotta inqualificabile. Il voto che aveva fatto aveva reso il cuore di Rebeka duro come il granito, questo almeno era ciò che lui pensava. Eppure sentiva che sua sorella, a modo suo, lo amava. Ma era un pensiero che non si era mai soffermato a considerare a dovere, era tempo perso per lui.

 A tutte le domande, poche, che Rebeka gli rivolse Lugo rispose per monosillabi. Poi i due si lasciarono. L’auto si era fermata davanti al cancello con la solita sgommata, Rebeka era chiamata di nuovo ai suoi doveri.

 La strega va via, pensò Lugo, per tornare chissà quando. Speriamo il più tardi possibile.

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domenica, ottobre 01, 2006

Confesso che anch'io ho sempre sognato, almeno una volta nella mia vita, di far parte di una band. Credo che sono cose su cui viene più facile fantasticare in piena adolescenza , quando il gruppo è tutto, e si ha l'impressione che farne parte realizzi le personali manie di grandezza e autoaffermazione. Poi ci sono persone che queste manie non se le fanno passare nemmeno a settant'anni, ma perché farlo, in fondo? Tutti abbiamo bisogno di sani attimi di gloria, e suonare un pezzo in compagnia di fronte a una platea entusiasta, con le ragazze che ti mandano baci e urlano il tuo nome è quanto di meglio si possa desiderare, a volte. Siccome ho trascorso l'adolescenza facendo un sacco di esperienze sociali, dall'animazione in parrocchia al gruppo di teatro, all'apertura di un centro di quartiere in cui organizzare attività e stampare un giornale, penso di aver passato anni indimenticabili che forse nessuno mi restituirà. Chissà, magari mi capiterà di riuscire a fare altre cose di questo tipo prima o poi, magari formare proprio una band. Prima però dovrei imparare a suonare uno strumento. Un paio di anni fa mi era venuta l'idea di fondare un'associazione di artisti emergenti, un progetto ambizioso che se realizzato avrebbe dovuto renderci tutti ricchi abbastanza da poter vivere dei nostri talenti, ma che non si è mai concretizzato per la rinuncia degli altri componenti del gruppo. Pazienza, già solo averci provato è stato comunque importante.

 A chi sogna di vivere avventure come queste in compagnia di amici indivisibili che sarebbero capaci di venire in capo al mondo pur di stare in vostra compagnia, consiglio la visione di Beck, Mongolian Chop Squad, anime (cartone animato giapponese) che parla di musica, amori e grandi amicizie. Il tutto condito da una colonna sonora stupefacente e un stile grafico quasi perfetto. Ieri pomeriggio hanno trasmesso i primi tre dei 26 episodi di cui è composta le serie, gli altri verranno mandati in onda in prima serata su Mtv. Forse già martedì. Non lasciatevelo scappare.

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