Ma si può andare a lavorare in una biblioteca civica in culo ai lupi, bella, per carità, ma per me che abito a Torino Nord in culo ai lupi, intascare 42 € lordi per 8 ore e, sul punto di uscire, scoprire che là dove c'era il tuo bel cellulare rosso rubino il tuo bel cellulare non c'è più? Chi me l'ha fatto fare di andarci se poi i soldi che ho guadagnato li ho bruciati con gli interessi?
Se poi aggiungiamo che su quel bel cellulare rosso rubino c'erano registrati tutti i "suoi" sms da quando l'ho conosciuta, preziosi come diamanti, quelli belli come quelli duri, posso assicurarvi che trovassi il responsabile probabilmente lo appenderei non vi dico da che parte... C'è gente che vive per privare gli altri delle cose a cui più tengono, cose così preziose nella loro semplicità, nel loro valore, che non si sa mai come proteggerle e ogni espediente risulta inutile. Cose speciali che evidentemente chi va in giro a rubare non sa guadagnarsi con il sudore della fronte e trova più semplice sottrarre a chi si dà da fare per conquistarsele. Così il mio bel telefonino rosso rubino, che forse proprio rosso rubino non era, magari rosso vinaccia, in ogni modo il mio bel telefonino non c'è più, e con lui tutti i tesori che custodiva. E solo perchè ho lasciato la postazione scoperta per andare a prendere un caffé al distributore automatico, che a me fa pure schifo il caffé delle macchinette, mi fa venire il mal di stomaco. E adesso qualcosa a cui tengo è nelle mani della persona sbagliata, di chi non sa cosa farsene, che non pensa che per qualcuno quel qualcosa è più prezioso del cellulare stesso. Me povero, me infelice, direbbe Paperon del Paperoni...
















