mercoledì, giugno 27, 2007

Dovrei scrivere una sceneggiatura per un'associazione che vorrebbe fare uno spettacolo teatrale sulla violenza, in particolare quella subita dalle donne. Dovrei quanto meno scrivere una traccia, un raccontino da poterci ricavare un qualcosa che possa essere definito sceneggiatura. Ho persino conosciuto gli attori, mi hanno raccontato la loro esperienza e la loro vita e dovrei creare per ognuno di loro un personaggio che calzi a pennello. Insomma, sembra una sciocchezza, ma non ho una sola idea e lunedì mi devo vedere con loro, possibilmente con qualcosa sulla carta. Voglio un'idea, una sola, per far partire tutto. E' sempre stato così, mi capitava quando scrivevo i temi a scuola...e i compagni mi chiedevano di regalarne una anche a loro per cominciare, il che significava che iniziavo a scrivere il mio sempre con venti minuti di ritardo..., poi è successo con i miei libri. Adesso mi serve un secondo di ispirazione in questo casino, esami imprevisti, lutti in famiglia, pacchi colossali per il viaggio di quest'estate, libri che dovrebbero essere già usciti e invece gli editori latitano, paturnie sentimentali; ci mancava solo uno spettacolo teatrale sulla violenza, gli attori che aspettano la mia storia e io che è da un po' che di storie in mente non ne ho neanche una. Un'idea, porcaccia la miseria, una sola!

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categoria:tra me e me, altre cose che faccio
domenica, giugno 24, 2007

Ogni anno ricordo l'estate. Dopo settimane incerte di venti e bruschi sbalzi di temperature, finalmente arriva con il sole caldo, le nuvole gonfie di acquazzoni inondanti, il ronzio delle zanzare, i concerti all'aperto che sanno di autan, le notti frizzanti di vino e birra, le lune che ti osservano mute, che non puoi evitare. C'è sempre una chitarra che suona in estate, sempre cori a squarcia gola, musica dappertutto, sandali da consumare e capelli da bagnare quando improvvisa arriva la pioggia. Ci sono frasi da dire e da ascoltare, da sperare di sentire, da voler urlare. Ci sono tramonti di fuoco che avvolgono la città a cena e albe abbaglianti che non puoi perdere, una sveglia per alzarti presto e partire, il sonno che fatica ad arrivare, fontane sotto cui buttarsi per non morire. Ricordo quei giorni dell'estate in cui bastava una bottiglia di vinello e due spaghetti per fare la giornata, in casa con gli amici a guardare un film e ad ascoltare musica, l'imapazienza del caffé per risvegliarsi, il vento che scompigliava i capelli sui balconi. Sotto, solo viali deserti baciati dal silenzio, la pace estrema, buona, fatta per sognare, all'ombra del sole. Tutti via, noi soli in città, l'eco dei nostri canti e l'attesa per qualcosa che doveva venire. Non più l'assillo degli esami, lo studio domani se va bene, nell'aria il profumo dei viaggi che verranno.

 Amo le nordiche atmosfere autunnali e l'aria frizzante del Natale, ma è bello anche adesso, la vita che ritorna, nel soffio dell'estate.

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categoria:ricordi, tra me e me
giovedì, giugno 21, 2007

Se qualcuno capitasse per caso su Uyulala - Fantastico d'Autore, scoprirebbe che è in corso un dibattito sulla letteratura fantastica in Italia, genere senz'altro non amato o, comunque, ritenuto poco seguito. La realtà dei fatti non è questa, ma certo è che ancora oggi gli editori si profondono in mille ragioni per dimostrare che non vende e quindi è meglio non pubblicarla. Per fare una panoramica sulla narrativa fantastica nel nostro paese ho cominciato a stilare una Banca della Letteratura Fantastica, che tiene conto dei grandi scrittori come Buzzati e Calvino come degli esordienti, ad esempio Cometto e Nicotra, passando per i noti Evangelisti e Nerozzi. L'obiettivo è cercare di dare modo ai potenziali lettori di cercare un'alternativa alle solite letture nostrane, all'alluvione di gialli che inondano le nostre librerie come ai pseudoscrittori che inzozzano gli scaffali dopo essere passati attraverso ignobili paraculi. C'è di meglio in libreria, non voglio dire che tutto sia buono nella narrativa fantastica, né che gli altri generi producano solo opere di basso valore, spero anzi di far emergere la parte dell'iceberg che da anni giace nelle profindità del mare e di cui, purtroppo, in pochi continuano a non accorgersi. Vi informerò quando questo sito sarà in rete e invito, chi volesse, a fornirmi informazioni su titoli e nomi di autori, non posso conoscerli tutti.

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categoria:gentile editore, universolibri, altre cose che faccio
giovedì, giugno 14, 2007

Con ieri dovrei essermi tolto l'ultima fatica universitaria prima dell'estate. Non dico niente, non faccio previsioni, aspetto il 16 luglio per sapere com'è andata. E attendo lunedì per sapere se ho passato il lettorato di inglese, che per qualcuno sarà anche una boiata, ma io non sono un asso nelle lingue, se non lo passo non mi ufficializzano il voto di lingua e traduzione inglese, non posso aggirare l'ostacolo perché è obbligatorio e dopo tre fallimenti devo ripetere anche l'esame. Se poi aggiungiamo che non ne posso più e voglio laurearmi massimo a gennaio, devo assolutamente togliermelo dai piedi. Comunque, a parte le fatiche dello studio ieri, aspettando di sostenere l'esame, ho pensato che mi sono rotto di sentirmi come in un quiz, dove bisogna essere perfetti se si vuole portare a casa il malloppo. Avete presente l'ultima fatidica domanda, quella che se l'azzecchi la tua vita cambia, magari in poco ma cambia? Be', non so voi, ma mi sembra di essere sempre di fronte a quell'ultimo quesito e di non essere pronto a rispondere, o magari sì ma di non avere da dare la risposta giusta, di avere da dare solo la mia risposta, quella che sento, ma che immancabilmente mi fa perdere tutto. Credo di non essere l'unico a vivere con questa pressione addosso, peccato che gli altri non contino, che tocca a me dare la risposta giusta senza potermi appellare al pubblico o all'aiuto da casa. Altro che Milionario. E così mi domando in continuazione se quello che faccio serva a qualcosa, se freghi qualcosa a qualcuno di quello che scrivo, del lavoro che faccio e della passione che ci metto nel farlo, della donna che amo e in primo luogo se gliene frega qualcosa a lei, dei miei interessi, delle mie avventure e disavventure, di questo post che comincia parlando dell'ultima fatica universitaria, di quelli che sono stati e che verranno, e di tante altre cose. E' una prova anche questa, superarla significa lasciare qualcosa a qualcuno, il problema è trovare qualcuno a cui importi di conservare qualcosa di me. Ci sono un sacco di approfittatori in giro che hanno come unico obiettivo fottere il prossimo, e state certi che il prossimo a farsi fottere è davvero bravo perché questi furbacchioni rimorchiano alla grande, con pochi sforzi ottengono fama, soldi, donne e motori, tante gioie e pochi dolori. Io, che furbo non sono, mi arrabatto come posso e aspetto di sentire la prossima domanda, che prima o poi trovo un esaminatore un po' più comprensivo e meno rompiballe e qualcosa intasco anch'io. Chissà.

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categoria:questioni di cuore, tra me e me
martedì, giugno 12, 2007

Maturità ti avessi preso prima... L'hai già ascoltata la canzone di rito? Io ho fatto gi esami il giorno dopo il 24 giugno, cioé San Giovanni, patrono di Torino. Fuori c'erano i fuochi d'artificio, per tutti l'estate era iniziata, e io ero andato a letto presto perché l'indomani dovevo alzarmi ben riposato. La maturità è poi diventato un ricordo agrodolce, si affastellano fotogrammivari, il mio senso di disagio, gli amici che non avrei più rivisto, una persona che amavo molto e che sarebbe morta suicida qualche mese dopo. Eravamo tutti incerti, spaventati, ma anche vivi, sapevamo che avremmo dovuto farcela a ogni costo. Sono uscito dall'esame provato, stanco e amareggiato, il voto era stato più basso di quanto pensassi e all'orale non era venuto nessuno a vedermi passare, segno che a nessuno interessava evidentemente (mi capitasse adesso ci farei una bella risata su). Ma dopo ho pensato, chi se ne frega, è finita, da oggi vedrò solo le persone che voglio e che mi ispirano, non sempre le solite facce solo perché occupano i banchi attorno a me. Con alcuni di loro, pochi, ho mantenuto i contatti per un po' di tempo. Se ci penso, dopo la maturità è cominciata una seconda vita, tutti i ricordi della mia adolescenza attiva cominciano dopo, prima sembravo perso nei miei sogni a occhi aperti; dopo ho cominciato a fare sul serio, a capire quali cose erano davvero importanti e quali no e, cosa non da poco, mi sono dichiarato per la prima volta. Chissà perché, al liceo non mi fregava più di tanto, c'era Federica Montersino che mi piaceva da matti, era stata il mio sogno proibito per cinque anni e mai che gliel'avessi detto, però non dovevo cercare le ragazze più di tanto, non che fossi un asso ma a qualcuno interessavo. E io che neanche le guardavo, ero timido, impaurito, imbarazzato. E mi piaceva solo Federica. Adesso cosa farei per tornare indietro e scaraventare all'aria tutte le mie insicurezze... Però no, ai miei 18 anni non ci tornerei, ero troppo diverso, a ciascuno la sua età. Tu non lo sai, lo capirai quando ne avrai 33. Per adesso togliti sto fardello, che dopo ti aspetta la vera scuola. E sono certo che tu, con la tua fantasia galoppante, con il tuo insolito gusto retrò e la raffinatezza di una nobildonna che i tuoi amici non hanno mai capito, saprai toglierti un sacco di soddisfazioni. Per cui buon esame, dopo mi dirai.

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categoria:ricordi, amici, questioni di cuore, tra me e me
giovedì, giugno 07, 2007

Da quando in biblioteca sono arrivate le tre stagiste - Laurazza, Zimox e Yennifer -, di cui due sono appena diventate bibliotecarie, non si fa altro che leggere oroscopi o fare test...chiaramente tra un lavoro e l'altro. E io mi lascio trascinare. A proposito di test mi sono sentito dire che da grande voglio fare l'astronauta, che in un'altra vita sono stato un samurai, che amo le feste mondane e mi piacciono i lavori pratici. Insomma, ci avesse azzeccato uno. Potessero mi direbbero che non sono Scorpione e che non mi chiamo Alessandro, magari che non sono neanche un uomo. Ma il più bello di tutti è questo sito (www.datadinascita.com), dove oltre a dirti cose ovvie e meno ovvie, ti rivelano anche cos'eri nella vita precedente. Un'altra volta? Ma non ero un samurai? Secondo loro no, secondo loro ero un mercante di schiavi dell'Anatolia con una spiccata propensione per il teatro, un attore nato anzi...ma comunque trafficante di schiavi. Cosa si potrebbe desiderare di più? E dire che oggi mi accontento di fare lo scrittore e il bibliotecario. Potessi tornerei indietro...

 

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categoria:si fa per ridere
mercoledì, giugno 06, 2007

Lugo, il protagonista, è un adolescente come tanti che vive ad Alphane, una città del pianeta Geon, e che è il prescelto per guidare una compagnia eterogenea di eroi verso la città dell’Inverno, dove la Regina è tenuta prigioniera dalle forze del male. Dopo innumerevoli avventure e battaglie la compagnia degli otto giunge allo scontro finale, in cui, non senza perdite, riuscirà ad avere la meglio sul Sindallion, il Signore del Male, circondato dai suoi terribili servitori. Il Regno di Vassane, dove si svolge gran parte dell’azione, è confinato dall’autore in una dimensione parallela, nella quale si vive ancora in perfetto stile medievale, mentre l’inizio della storia si svolge in un contesto futuro, su un pianeta che non è la Terra, ma che è un suo diretto discendente, e dove le città sono simili alle attuali metropoli ,con i suoi pregi e difetti. Un romanzo innovativo, in quanto al fianco dei cliché fantasy classici, compaiono anche tratti fantasy molto originali; vedremo quindi comparire un robot dal cuore d’oro, un’amazzone ed un lucertolone. Questo libro è un omaggio dichiarato a grandi autori come Ende, Tolkien, Brooks, Weis, Hickman e molti altri. Un fantasy non del tutto riuscito però… Il fatto che vi si presentino tutti i tratti caratteristici del genere, cozza contro la lunghezza del libro che, limitandosi nel numero delle pagine, anche se “dense”, non riesce a sprigionare la carica di suggestione che la creazione (letteraria) di un mondo fantastico richiederebbe. A tratti si ha l’impressione che sia stata messa troppa carne al fuoco e che gli avvenimenti, in certi frangenti, siano stati raccontati in fretta. Alcuni personaggi, pur giocando ruoli di tutto rispetto, rimangono poco visibili (al lettore) e nei momenti più concitati si soffre la sensazione di volerne sapere di più e di vedere più particolari. Questa caratteristica è confermata dal fatto che in quasi tutti i capitoli si svolgono scene d’azione e che, a un certo punto, si percepisce la mancanza di un passaggio disteso e descrittivo, che permetta di entrare in contatto con i personaggi e con i loro pensieri, piuttosto che con le loro azioni. Se da un lato, però, questa ricchezza di eventi genera nel lettore, soprattutto inizialmente, una sorta di confusione, dall’altro è un valido dispositivo per invogliare alla lettura. Un libro comunque da leggere, per la sua originalità e per le note innovative che ha introdotto in questo genere che ancora poco ci offre nel panorama italiano. (Fantasy Italia)

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categoria:i miei libri, universolibri
sabato, giugno 02, 2007

Ecco alcune foto del posto in cui lavoro tutti i giorni, o meglio in cui lavorerò tutti i giorni fino a ottobre, fino al prossimo rinnovo del contratto. Ora capite perché ho bisogno di uscire e passare parecchio tempo in giro il weekend? La biblioteca della Soprintendenza dei Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici del Piemonte...scusate, devo riprendere fiato...sta due piani sotto terra, quindi è un bunker, dove se non altro in estate si sta freschi. Però a volte manca un po' l'aria, almeno fino a quando non ci si fa l'abitudine. Però è carina, per cui se qualcuno volesse venire a studiarci, dal lunedì al venerdì l'orario è dalle 8,30 alle 16 (sempre fino a ottobre). E' il posto dove ho fatto lo stage due mesi durante il corso di bibliotecario ed è collocata nei sotterranei di Palazzo Carignano, in pieno centro a Torino.

Zau!

 

Biblio01

Sala consultazione e catalogazione (il posto nell'angoletto, dove c'è la sedia storta, è il mio)

Biblio02

 Corridoio con lo schedario cartaceo e la fotocopiatrice (che devono cambiarci da dieci giorni)

Biblio03

 Una delle sale a scaffale aperto, per la precisione quella del materiale sul Piemonte.

Piaciuto il tour? E pensare che non vi ho fatto pagare neanche il biglietto. Quello c'è solo per i bagni, che sono i più belli di Torino (boffaz che vanto!)

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categoria:altre cose che faccio