lunedì, dicembre 24, 2007

Quella ragazza poteva avere vent’anni, era molto più giovane di lui, ma Ruffo giurò di non aver mai visto qualcosa di altrettanto bello in tutta la sua vita.

 Di riflesso gli tornò in mente Rebecca, ma persino la sua bellezza impallidiva al confronto. E poi perché pensare a Rebecca? L’aveva già fatto troppo.

 La ragazza lo guardò incuriosita, ma non disse niente.

 Leonardo prese un fazzoletto dalla tasca dai pantaloni e glielo porse. Lei si fece un po’ sospettosa, ma lo accettò e cominciò a pulirsi il viso.

 “Se vuoi che qualcuno ti aiuti dovresti uscire da qui e andare dove c’è un po’ più di luce”, le consigliò.

 Proprio in quel momento l’accendino si spense. Poi, con una scintilla tornò la fiammella. La ragazza non si era ancora stancata di lui.

 La prese delicatamente per un braccio e l’aiutò a rimettersi in piedi. Lei si lasciò condurre fuori da quel viottolo buio. Zoppicava, ma sapeva che poteva appoggiarsi alla sua spalla. Quando furono sotto il lampione che dava sulla strada principale tirò un sospiro di sollievo.

 Ruffo poté guardarla meglio. Era ancora più bella, un angelo triste in giubbotto di jeans, minigonna e reggicalze strappati.

 “Come ti chiami?”, le chiese.

 Lei rifletté un po’ prima di rispondere.

 “Alice”, disse poi, rivelando una voce più adulta di quanto lui immaginasse.

 “È il tuo vero nome?”, volle sincerarsi.

 “È il nome con cui mi hanno sempre chiamata”, rispose lei, un po’ indispettita.

Tratto da Tenebra di Luce

...quando ho scritto questo romanzo, alcuni anni fa, non avrei immaginato che mio fratello avrebbe deciso di chiamare così mia nipote. Non vedo l'ora che sia marzo...

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categoria:dediche, i miei libri, assaggi letterari
martedì, dicembre 18, 2007

Questo è stato un anno particolare, che è volato via senza che me ne rendessi conto e mi ha regalato, e ancora mi regala, gioie e noie. Mi piace pensare che sia cominciato non a Capodanno, ma il 30 dicembre, quando al cinema, all'Eliseo, ho conosciuto la mia Giulia. Tendo a chiamarla così perché le voglio davvero tanto bene, anche se non mi ricambia è un pensiero intimo e forte che più di una volta mi ha fatto risollevare quando ero a terra. Almeno in questo, solo in questo, è mia. Ed è stata lei la protagonista di quest'anno, le cose che ci siamo dette, gli allontanamenti e i riavvicinamenti, le poesie scritte per lei. Poi ricordo un bel Capodanno a casa della mia amica Cinzia e tutti gli amici che ho potuto rivedere, con alcuni dei quali avevo perso i contatti. E' stato l'anno del birdwatching e delle uscite domenicali, quando ogni occasione era buona, come mai prima, per cercare ristoro in montagna. Queste gite mi hanno permesso di conoscere meglio alcune persone con cui parlavo o mi vedevo poco, e a me hanno dato la possibilità di vivere in modo meno sedentario, di respirare nuovi profumi e vedere posti d'incanto. Ricordo le numerose vigilie d'esame, che ho vissuto sempre con la mente altrove perché ogni volta mi capitava qualcosa che faceva perdere d'importanza il risultato. Ricordo Matteo, Maurizio, Valentina e le presentazioni con Fantastico d'Autore e i cineforum all'Università i mercoledì pomeriggio, i caffé al bar Montesito ogni mattina prima di entrare e i tre mesi di lavoro con Laurazza, Zimo e Iennifer. Poche storie hanno preso forma sulla carta, non ho pubblicato nessun libro - fin a quest'anno era uscito un mio libro all'anno - ma va bene così. In compenso ho guidato molto e ho cercato molte più occasioni per stare in compagnia, al cinema, al ristorante, alle feste. Molto meglio. Era il mio modo per reagire alle incertezze lavorative e alla tensione per gli esami, il mio modo per reagire alle delusioni. e che dire di Bruxelles, Anversa e Amsterdam? Come dimenticare i miei tanti passi nelle loro strade straniere e affascinanti, piene di gente da guardare per poi, chissà, magari scriverne.

 E stato anche un anno di tanti amici, alcuni nuovi, blogger, che ringrazio.

Ma il 2007 non è ancora finito. Domani consegnerò la domanda di laurea e le tesi in segreteria e una fase durata anni finalmente si chiuderà. Non c'avrei mai creduto.

Intanto

 

Buon Natale

giovedì, dicembre 13, 2007

In questi ultimi giorni la mia vita è stata assorbita unicamente dalla consegna della domanda di laurea, che dovrà avvenire entro giovedì prossimo. Oggi, intanto, ho portato le tesi a rilegare. Non riesco a credere che presto uscirò da quel gran casino che è l'università italiana, che si dice essere il fanalino di coda tra quelle europee - a questo mondo ci si ricorda solo dei primi e degli ultimi, per cui non potendo essere i primi in quasi niente... - ma non mi stupisce che nel nostro paese molta gente decida di lasciare, visti i risultati lavorativi che comporta essere laureati. Se poi ci aggiungiamo che qui si paga tanto per avere poco, la frittata è fatta. Pensate che tra tassa di laurea, marca da bollo e rilegatura delle tesi arriverò a spendere quasi 160 euro solo per poter accedere alla prova finale, in pratica una rata suppletiva che non si capisce bene a cosa serva e le tasche di chi va a ingrossare. Comunque arrivato a questo punto secondo voi mi metto a fare il tirchio?

 Non vedo l'ora che sia giovedì.

 

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categoria:dibattiti, tra me e me, altre cose che faccio
mercoledì, dicembre 05, 2007

Stanotte ho sognato di trovarmi in un posto con tanta gente, dove ho incontrato una persona rara. Doveva essere una persona stupenda, arrivata quasi per caso, giunta chissà da dove, e che qualcuno mi ha voluto presentare, non so chi. Ricordo solo che c’era, e che anche quando non la vedevo era presente con il suo calore.

 Non era un angelo, non possiamo vestire di soprannaturalità ogni cosa che ci fa bene, credo invece che un essere umano a volte possa trasmettere positività e darci un grande aiuto. Per cui avrei voluto sapere il suo nome, parlarle di più, ma è stato solo un sogno.

 Poi a una certa ora della notte ho sentito freddo e nel sogno l’ho vista venirmi vicino e stendermi una coperta sopra dicendomi di non prendere freddo. Il freddo è subito passato.

 Capita a volte di sognare gente così, magari sono solo il modo di farci capire che l’amore esiste, che ci crediamo e che ciò che cerchiamo non è fuori dalla nostra portata, ma non dobbiamo mai stancarci di cercarlo. Qualcuno di noi, magari, vede ciò che ho descritto ogni giorno al proprio fianco, ci parla assieme, viaggia, parla, piange e litiga con lei, non perde mai occasione per starci assieme. Io la sto cercando, non ho mai smesso di cercarla, da qualche parte fuori e dentro di me.

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categoria:amici, questioni di cuore, tra me e me