giovedì, aprile 10, 2008

Io sono un bamboccione, innocente, involontario. Vivo ancora con i miei genitori perché tutte le volte che vado a un colloquio e chiedo che tipo di contratto prevede il lavoro che mi viene proposto, mi guardano straniti se parlo di posto fisso, contributi, continuità lavorativa. Ho cominciato a lavorare nel 1997, e nell'ordine ho lavorato alla SEAT Pagine Gialle come impiegato, al Museo del Cinema come guardiasala, all'SDA e all'Ipercoop come magazziniere, alla TIM, alla Contacta e alla Indaco come operatore callcenter, alla Soprintendenza, all'Università di Torino e alla Biblioteca Civica di Rivoli come bibliotecario, e ora alla Reggia di Venaria come, di nuovo, operatore telefonico. Presto dovrei tornare a fare il bibliotecario, fatto sta che ho un'età e non posso più sopportare l'idea di fare il figlio a carico. Mi sono accorto, sempre a proposito dei colloqui di lavoro, che quando qualcuno parla di affitto a fine mese o mutuo da pagare il cuore dei datori di lavoro si intenerisce, almeno un poco, e subito gli viene data la precedenza. Per certi versi chi ha delle spese impellenti deve poterle sostenere, ma qualcuno si è mai chiesto come si fa a diventare davvero indipendenti se tutte le volte che uno se ne vuole andare di casa gli viene risposto che prima bisogna pensare a chi fuori di casa c'è già. Così ieri sono andato a vedere un appartamento, un alloggio che, chiaramente, da solo non potrò permettermi, e dovrò chiedere un aiutino ai genitori almeno per un acconto. Per adesso non so neanche a quanto ammonterebbe il mutuo mensile, ma sono semi intenzionato a farci un pensierino sopra, a correre i miei rischi, insomma. E se non sarà con questo appartamento, voglio comunque che quest'anno sia quello buono per andarmene di casa. Come data di scadenza per mettere in atto il mio proposito ho scelto il mese di novembre, quando compirò 34 anni.

postato da: Iburo alle ore 20:57 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   13 Aprile 2008 - 10:27
 
Beh, io ieri ne ho fatti 25 di anni, ho una laurea di primo livello e mi sono rifiutata di fare quella di secondo per tentare di non diventare una "bambocciona" e per vari altri motivi personali.
Nel frattempo ho lavorato, come cameriera, collaboratrice occasionale di un'azienda di consulenza nel campo per il quale ho studiato, ho ottenuto una borsa di ricerca in università (che poi ho rifiutato per una proposta di lavoro, il ricercatore fa la fame e la ricerca in Italia è arretrata e scandalosa), ripetizioni, babysitter, tirocini all'università e durante gli anni di perito prima della maturità... insomma... magari con queste cose ti consolo... parli proprio da neolaureato! :) Benvenuto! Hai le giuste conoscenze? Sai leccare bene i piedi? Oppure: hai avuto la cosidetta "botta di culo" appena uscito dall'università?
Dottori di ricerca della tua età, una volta concluso il dottorato, comunque ricevono proposte tipo contratti a progetto, come il mio... e le aziende continuano a proporre la stessa tipologia di contratto per 3-4 anni. Questo è quello che ho avuto modo di vedere... sicuramente esistono realtà migliori... e peggiori. Sicuramente se avessi fatto il perito adesso sarei responsabile di qualche reparto e prenderei almeno un terzo in più e avrei un contratto con TFR, ferie, malattia, gravidanza... etc etc...

Insomma... come si fa. Ti capisco. Tanti ti capiscono. Ma, secondo me, ai colloqui, parlare di continuità e cose così... ora come ora... fanno pensare a una persona ambiziosa e magari, all'interno di un'azienda, scomoda, costosa... una cosa alla volta. Non ce lo si può permettere di parlare di certe cose oggi in un colloquio, del tutto lecite e sintomatiche di buona volontà, perchè "il sistema non funziona bene"... ti butti la zappa sui piedi... e lo so, che non è giusto.
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#2   09 Maggio 2008 - 20:46
 
Resistete. Chi la dura la vince. Non smettete mai di credere in voi stessi. Cercate di procurarvi più colloqui che potete che c'è molto da imparare. Fatevelo dire da una che c'è passata. Sento voi e mi sembra di sentire me stessa 5 anni fa. Coraggio. Avete tutta la mia solidarietà. In bocca al lupo.
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