giovedì, maggio 22, 2008

 La magia di un posto non è solo le sue bellezze e non sempre basta questo per renderlo magico. Una città è anche un bagaglio di esperienze, una sequenza di frasi, di immagini impresse nella memoria, di persone incontrate e vissute. È un lavoro o una passeggiata domenicale, una sosta sotto un balcone per ripararsi dalla pioggia, una partita a carte a casa di un amico, una birra all’aperto di un concerto. È così che si conosce il mondo che ci circonda, fatto di luoghi che o li si ama o li si evita, per merito di cose belle successe o di cose brutte che facciamo o che abbiamo fatto e preferiremmo dimenticare. Per cui quando guido, quando passeggio, quando mi siedo a una panchina mille immagini affollano la mia mente, frasi scolorite dallo scorrere del tempo, profumi e sensazioni impresse a fuoco nella memoria. Ecco che mi rendo conto di quanto può essere importante ciò che facciamo, come questo trasfigura il mondo che ci circonda, può annullarlo o illuminarlo, può deformarlo o raddrizzarlo. Perché se così non fosse, ogni posto rimarrebbe semplicemente uguale a se stesso per sempre, immobile, freddo, insipido. E penso che ci sono posti in cui spesso vado per fare le cose sbagliate, che mi piacerebbe tornarci per vivere emozioni di altro genere, e allora sì che li amerei e proverei a tornarci appena posso, mentre altri sono fortunatamente legati a momenti indimenticabili che, come un carillon, basta riaprirli con la mente per sentire risuonare una struggente, melodica musica.

 

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categoria:ricordi, luoghi, bella cosa
mercoledì, marzo 26, 2008

Oggi, alle 15,55 è nata Alice.

3,66 Kg

Quest'anno mi è capitato pure di dover diventare zio.

;)

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categoria:bella cosa
martedì, febbraio 12, 2008
101

Sarà che la discussione della tesi avrebbe potuto andare meglio

che il mio relatore avrebbe potuto essere ciò per cui è venuto e  non il secondo controrelatore

che prima ancora avrebbe potuto, nei mesi scorsi, seguirmi meglio, invece che andare a dire in commissione che la mia tesi aveva evidenti limiti

che poteva evitare di dire che ho scelto io di fare una tesi che invece, alla luce dei fatti, mi ha imposto lui

che il controrelatore, quello vero, che poi era una controrelatrice, poteva evitare di presentarsi con due ore di ritardo, facendomi passare per ultimo

In ogni modo, mi prendo questo

101

felice di aver presentato bene il mio lavoro, di aver visto questo giorno in cui fino a poco più di un anno fa non avrei creduto molto, di poter essere chiamato dottore, anche se sono e voglio restare ciò che sono.

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categoria:bella cosa, altre cose che faccio
martedì, dicembre 18, 2007

Questo è stato un anno particolare, che è volato via senza che me ne rendessi conto e mi ha regalato, e ancora mi regala, gioie e noie. Mi piace pensare che sia cominciato non a Capodanno, ma il 30 dicembre, quando al cinema, all'Eliseo, ho conosciuto la mia Giulia. Tendo a chiamarla così perché le voglio davvero tanto bene, anche se non mi ricambia è un pensiero intimo e forte che più di una volta mi ha fatto risollevare quando ero a terra. Almeno in questo, solo in questo, è mia. Ed è stata lei la protagonista di quest'anno, le cose che ci siamo dette, gli allontanamenti e i riavvicinamenti, le poesie scritte per lei. Poi ricordo un bel Capodanno a casa della mia amica Cinzia e tutti gli amici che ho potuto rivedere, con alcuni dei quali avevo perso i contatti. E' stato l'anno del birdwatching e delle uscite domenicali, quando ogni occasione era buona, come mai prima, per cercare ristoro in montagna. Queste gite mi hanno permesso di conoscere meglio alcune persone con cui parlavo o mi vedevo poco, e a me hanno dato la possibilità di vivere in modo meno sedentario, di respirare nuovi profumi e vedere posti d'incanto. Ricordo le numerose vigilie d'esame, che ho vissuto sempre con la mente altrove perché ogni volta mi capitava qualcosa che faceva perdere d'importanza il risultato. Ricordo Matteo, Maurizio, Valentina e le presentazioni con Fantastico d'Autore e i cineforum all'Università i mercoledì pomeriggio, i caffé al bar Montesito ogni mattina prima di entrare e i tre mesi di lavoro con Laurazza, Zimo e Iennifer. Poche storie hanno preso forma sulla carta, non ho pubblicato nessun libro - fin a quest'anno era uscito un mio libro all'anno - ma va bene così. In compenso ho guidato molto e ho cercato molte più occasioni per stare in compagnia, al cinema, al ristorante, alle feste. Molto meglio. Era il mio modo per reagire alle incertezze lavorative e alla tensione per gli esami, il mio modo per reagire alle delusioni. e che dire di Bruxelles, Anversa e Amsterdam? Come dimenticare i miei tanti passi nelle loro strade straniere e affascinanti, piene di gente da guardare per poi, chissà, magari scriverne.

 E stato anche un anno di tanti amici, alcuni nuovi, blogger, che ringrazio.

Ma il 2007 non è ancora finito. Domani consegnerò la domanda di laurea e le tesi in segreteria e una fase durata anni finalmente si chiuderà. Non c'avrei mai creduto.

Intanto

 

Buon Natale

domenica, novembre 25, 2007

Ieri è stato un sabato diverso dal solito, per la prima dello spettacolo I maltrattanti, tratto dal mio racconto Non farmi male. Molto liberamente, premetto, del mio racconto c'era poco, ma è meglio così, gli attori sono stati capaci di dire ciò che ho cercato di esprimere in forma diversa. Bello davvero, bravi tutti, considerando che non sono attori professionisti, e che hanno saputo toccare corde delicate, visto che il dibattito che è seguito è stato molto acceso. Sì è parlato del rapporto uomo/donna e della questione della violenza, che si è fatta vedere come bilaterale, benché qualcuno abbia voluto mostrare solo la donna come vittima, che non era l'intento della serata. Intanto perché gli attori sono "maltrattanti" veri, con situazioni difficili alle spalle, ma che hanno saputo parlarne e fare qualcosa per parlarne, e poi perché è emerso come anche l'uomo possa subire violenza, sebbene in forma diversa. Ieri c'erano almeno 200 persone, di sabato sera, a parlare di violenza fino alle undici, no discoteca, no feste, no birreria o pizza con gli amici o cinema! Ringrazio particolarmente i numerosi amici che hanno partecipato, circa una trentina, con molti dei quali dopo lo spettacolo e il dibattito sono andato a bermi qualcosa nel bar della Cascina. E lì si è parlato ancora a lungo e si è tirato fino alle due.

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categoria:amici, dibattiti, bella cosa, altre cose che faccio
martedì, ottobre 23, 2007

Quando bevevo il latte del Tappo Rosso e insieme ci mangiavo il panino dolce

Quando a scuola non vedevo l'ora che fosse il giorno della biblioteca per prendere un libro da portare a casa che fosse più bello di quello dei miei amici, ma che poi non leggevo quasi mai

Quando a Natale e a Pasqua facevo i pensierini per la famiglia ed era una pacchia

Quando rifacevano un cartone e ogni volta era come se fosse la prima volta che lo facevano

Quando giocavo con i lego a inventare le mie storie e a volte bastava una penna per avere un astronave

Quando mi bastava un quaderno per scrivere una storia

Quando a scuola si scambiavano le figurine

Quando mi piaceva la bambina biondina che si chiamava Sonia anche se lei era già fidanzata con un altro bambino

Quando si andava in palestra a tutte le ore e invece che fare ginnastica giocavamo a pallacanestro

Quando facevo le corse in bici nel circuito a otto sotto casa sgusciando tra le macchine parcheggiate

Quando andavo dal mio dirimpettaio a giocare a mosca cieca

Quando alla vigilia di Natale si stava fino alle quattro di mattina a giocare con i cugini e a mangiare i dolci e i cuculi fritti

Quando ogni volta che vedevo un film che mi piaceva poi me lo sognavo tutte le notti

Quando andavamo a fare la passeggiata in centro

Quando andavamo in montagna da mio zio sopra Castellamonte e la notte dormivamo sul soppalco

Quando era carnevale e il costume era d'obbligo

Quando nevicava e si scendeva tutti a giocare a fare le battaglie

Quando non vedevi l'ora di andare al mare

 

Quando ero bambino...

 erano altri tempi...

 

 

 

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categoria:ricordi, amici, tra me e me, bella cosa
venerdì, settembre 21, 2007

Ci sono cose che ho comprato sapendo già che le avrei messe da parte, incartate perché non si rovinassero, alcune in scatoloni reali, tattili, che posso riaprire anche solo per guardarle quando mi va e che conto, prima o poi, di portare via. Sono cose piccole e grandi, utili o semplicemente belle da mostrare, cose che ho visto in mille viaggi e ho pensato, prima di comprarle, che erano anche per me e dovevo averle per forza. Sono acquisti che ho fatto pensando che un giorno, a Dio piacendo, avrò una casa mia da arredare, e allora avrò muri su cui appendere foto e quadri che mi piacciono, mobili su cui mettere in bella vista soprammobili di ogni sorta, film e cd da gustare in compagnia, libri che vorrò mettere sullo scaffale della mia camera. Tante cose, le compro senza chiedermi se ci staranno mai o se davvero, il giorno che capiterà, vorrò portarle con me. Non so neanche se quel giorno arriverà mai, comprare serve a farmi credere che è possibile, che la buona intenzione c'è. E poi ci sono cose che ho comprato da amici che fanno cose, che ci mettono impegno, passione, fiducia nel farle, e ho pensato che un po' di queste cose volevo che fossero anche mie, da tenerle con me. Ci sono anche cose che ho preso provvisoriamente, che un giorno passerò a qualcun altro. Per esempio il primo libro di una mia cara amica scrittrice, me ne aveva mandate due copie, mi è piaciuto molto e ho pensato che la copia in più l'avrei regalata alla persona che vorrà stare con me. Come il pendaglietto che porto al collo, che custodisce, in una piccola urna di vetro, lo gnomo più piccolo del mondo, uno gnomo portafortuna. Non so quanta ne porti realmente, non credo in queste cose, ma so che va donato alla persona giusta. Nell'attesa, è una di quelle cose che ho messo da parte per me.

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categoria:questioni di cuore, tra me e me, bella cosa
martedì, luglio 31, 2007

I gufi non solo i messaggeri dei maghi di Hogwarts, né i sinistri compagni di streghe chiuse nei loro antri diabolici. Come potete vedere in queste foto, ho avuto la possibilità, domenica scorsa, di vederne alcuni a portata di naso, di accarezzare il folto piumaggio di una femmina che stava rosolando - ahimé - al sole insopportabile dell'estate inoltrata, nell'attesa spasmodica di spiccare di nuovo il volo per rifugiarsi in un fresco bosco. Sono stato, infatti, a una manifestazione organizzata dalla Lipu al Centro Recupero Rapaci di Tigliole (AT). Ho assistito all'operazione di inanellamento di alcuni rapaci, tutti notturni, e alla loro successiva liberazione. E' stata un'esperienza molto particolare, in compagnia di civette, assioli, allocchi e gufi, appunto, i più maestosi. Ho visto anche un'aquila reale chiusa in una voliera, sarebbe bello assistere alla sua liberazione, un giorno non molto lontano, quando si sarà ripresa dai suoi acciacchi. A volte penso che sia bello prendersi cura di chi è indifeso e sta male, e il volo di questi bellissimi uccelli ne è la dimostrazione, vederli prendere la via verso il bosco, verso casa, dopo le cure ricevute è appagante.

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categoria:bella cosa, altre cose che faccio
mercoledì, maggio 23, 2007

Quella mente malata del buon Andrea Malabaila, autore torinese con all'attivo due romanzi di qualità, si è messo in testa di fondare una casa editrice e l'ha fatto. Un'altra, qualcuno dirà. E perché no? Con quello che si trova in giro fame di buone realtà editoriali ce n'è sempre. Per cui, andate a dare un occhiata a Las Vegas, per arrivarci basta un click, anche se il sito è ancora in costruzione, però se volete mandare qualcosa da leggere per un parere basta scrivere a

info@lasvegasedizioni.com

Vi dico subito che Las Vegas accetta storie giovani, fresche, innovative, ma assolutamente intimiste. Niente narrativa di genere (fantastico, noir, gialli), non per discriminare (se no come potrei consigliarvela?), ma perché oggi giorno conviene specializzarsi se si vuole avere una collocazione nel marasma dell'editoria. Dei dattiloscritti pervenuti verranno pubblicati pochi titoli, perché la qualità aumenta quanto più diminuisce la quantità.

Spedite gente, spedite!

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categoria:amici, gentile editore, bella cosa, universolibri
giovedì, maggio 10, 2007

Un saluto gatto da Nanao

Nani01

e Oliver

Oliver

Belli vero, i miei due animaletti? :)))))))))))))))))))))

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categoria:da me, bella cosa
lunedì, maggio 31, 2004

Ieri pomeriggio abbiamo inaugurato un tipo di intrattenimento che spero abbia più di un seguito. Non so se ricordate L'attimo fuggente, quando gli studenti del college si riunivano di sera per declamare brani tratti dalle poesie dei loro autori preferiti o scriverne di propri. Be', noi abbiamo fatto qualcosa del genere, incontrandoci in un parco della collina di Torino, al sole primaverile, per leggere dei passi di alcuni romanzi che abbiamo amato particolarmente. Eravamo in cinque. Ognuno ha portato dei libri e ha letto davanti agli altri alcune pagine in completa tranquillità, lasciando che il suono delle parole penetrasse il silenzio e diventasse il rumore dominante. Attraverso le nostre labbra sono passati, tra gli altri, Daniel Pennac e Dino Buzzati, Bjork Larsson e Haruki Murakami, Terry Pratchett e Jorge Amado.

 

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categoria:tra me e me, bella cosa