martedì, giugno 24, 2008

Tutte le volte che capita di essere liquidati con frasi del genere ci si sente orfani. È un po’ come quando tu metti un banchetto per strada e esponi dei lavori che hai fatto con cura. Certo all’inizio pensi subito che qualcuno li noterà, li troverà belli e vorrà acquistarne almeno uno, poi tirate le somme scopri che quasi tutti quelli che ci sono passati davanti non erano interessati a comprare, non si sono chiesti quante ore di fatica ti sono costati e qual è il loro effettivo valore. Tu sei un artigiano ma agli occhi dei passanti sei soprattutto un venditore e, di conseguenza, uno che vuole spillare soldi, che li vuole ingannare.

 Siamo artigiani anche in amore, e bisogna essere davvero bravi per riuscire a non apparire dei semplici mentecatti. Quello che realmente passa nel tuo cuore e nella tua testa non sempre viene apprezzato, non si pensa alla fatica che costa amare, mettersi in gioco, mostrarsi per ciò che si è. Molto spesso si fanno cose che in un’altra occasione non si oserebbe fare, ma questa è cosa risaputa, ne parlano poesie e canzoni da centinaia di anni. Bisogna essere degli artisti, perché l’amore è arte, passione, creatività. Va rinnovato, va inventato giorno per giorno, è bello pensare a un nuovo modo per rendere felice una persona, per rivelarle i tuoi sentimenti come se fosse la prima volta. L’amore è fatto di gesti, ogni piccolo gesto può essere un grande capolavoro.

 Ma tutto può interrompersi improvvisamente, come quando si stacca la spina o un fulmine provoca un abbassamento di tensione. Ti guardi indietro, niente torna mai come prima e ti accorgi che se l’amore è amore, è reale, è condiviso non ha bisogno di tanti sforzi per essere compreso. Se no vuol dire che non c’è mai stato.

She si sposerà un giorno, con quel ragazzo che ho visto al bar vicino alla Sinagoga. Lo farà perché lo ama e lui non ha dovuto mettere su grandi scenografie per conquistarla, l’ha fatto presentandosi così com’è. L’ho fatto anch’io, ma poi ho vissuto per mesi di illusioni e alla fine pur di averla ho costruito una suite, quando sarebbe stata sufficiente la mia piccola camera piena di libri a convincerla, fosse stato vero amore

postato da: Iburo alle ore 10:36 | Permalink | commenti (8)
categoria:i miei libri, tra me e me, assaggi letterari
venerdì, giugno 13, 2008

Di questi tempi in Reggia c'è poco da lavorare e mi sono portato avanti su altri fronti. Infatti, dovendo comunque presentarmi, come tutte le mattine, in ufficio alle 9,00 e non potendo portarmi da leggere un libro da casa, non sarebbe professionale, ho pensato di portarmi da leggere qualcosa di mio. Ne ho approfittato per rileggere un'ultima volta Le note di Nancy che, presumibilmente, andrà in stampa a luglio, e correggere Kyoko mon amour, la cui pubblicazione è auspicabile per dopo l'estate. Poi ci sarebbe la 3a edizione de L'identità segreta, su cui però avevo già lavorato molto in passato e non ho avuto bisogno di tornare troppo. Ma, soprattutto, ne ho approfittato per rileggere Millegiorni. Ora, qualcuno - chi mi segue da un po' di anni - saprà che questo romanzo è forse quello a cui tengo di più tra quelli che fin'ora ho scritto. La storia non solo l'ho scritta, per certi versi l'ho vissuta: quando ho cercato di fondare davvero un circolo di artisti emergenti - per ora senza successo -, cercando lavoro, scrivendo un libro ma faticando nel farlo. Ancora oggi sento che questa storia mi tocca da vicino e in parte la vivo. Forse perché, come il protagonista del libro, Rocco, sto cercando casa e sto provando a fare di nuovo il mio lavoro, dopo quasi 9 mesi che sono piantonato in questo posto. C'è poi l'amore bello quanto difficile, che se vogliamo è sempre in agguato dietro l'angolo, quello di Rocco per Mika, che è senz'altro uno dei personaggi a cui tengo di più. E adesso che lo sto rileggendo, mi accorgo che in questo romanzo sono riuscito a infondere passione, equilibrio, leggerezza e profondità. E ogni volta che lo leggo mi sembra di parlare di persone reali, forse perché, intimamemente, penso che fondare il Rifugio degli Artisti sia un po' la mia missione, o quanto meno farne parte, e ogni tanto trovo qualcuno a cui parlarne, qualcuno che mi sembra adatto a questo progetto. Questo libro è in lettura presso una casa editrice di Torino e aspetto a giorni un parere. Se mi dirà di sì, questo mio sogno mi sembrerà un po' più vicino e possibile. Vi farò sapere.

Un assaggio estratto dal capitolo 17:

Andai nella saletta break, misi 35 centesimi e schiacciai sul pulsante del cappuccino con cioccolato. Avevo bisogno di una carica.

 Mika mi arrivò alle spalle. Non mi accorsi di lei se non quando alzai la testa e per la sorpresa feci versare un po’ di cappuccino. Appoggiai il bicchiere sul davanzale e presi un fazzoletto per pulirmi.

 “Ti ho spaventato?”

 La sua voce. Da quanto tempo, pensai.

 “No. È solo che non ti aspettavo…”

 “Be’, ci sono anch’io oggi”.

 Lo disse come se non me ne fossi accorto.

 “Ci sono tutti i giorni”, aggiunse.

 La guardai stupito negli occhi. La sua espressione era di accusa. Per cosa? Cosa pensava, che ce l’avessi con lei?

 “Vuoi un caffè?”

 “No, grazie”.

 “Dai, ti sarai alzata presto”, insistetti e prima che lei potesse rifiutare ancora misi i soldi e schiacciai sul pulsante.

 Glielo passai e lei lo prese scrollando le spalle. Non aveva cambiato espressione.

 Osservai meglio com’era vestita. Aveva una lunga gonna di cotone con tanti fiorellini e, sopra una camicetta di raso bianca, un golf tinta giallo. Era incantevole, i capelli folti erano un po’ più lunghi del solito e le incorniciavano il viso come un velo, ricadendole ad appoggiarsi sulle spalle. Sorseggiò il caffè con discrezione, come sempre, per guastarlo meglio.

 

“A Oslo, nei gelidi inverni, passavo il tempo a guardare la città oltre la finestra con una tazza di caffè fumante tra le mani. Mi rilassava molto”.

 “Be’, puoi sempre accontentarti dei freddi inverni di Torino e del caffè all’italiana”.

 “Ci penserò quando sarà. L’inverno è molto lontano”

 

No, Mika. L’inverno è sempre a portata di mano. Basta sentirlo.

postato da: Iburo alle ore 15:38 | Permalink | commenti (6)
categoria:i miei libri, assaggi letterari, universolibri
lunedì, maggio 12, 2008

Dopo un po' di tempo, più o meno due anni, ieri ho finito di scrivere un libro, quel Kyoko mon amour di cui ho già parlato. Chiaramente non è un romanzo, ma va da sè che l'ho scritto con la stessa passione. Se vogliamo non è neanche un saggio, anche se quando scrivo libri sui fumetti li definisco così. Ma non penso di essere abbastanza competente da poter scrivere saggi, da cui ci si aspetta un contenuto più tecnico. Appassionato sì, ma allora si può dire che è un libro scritto da un appassionato, che non ha definizione. Almeno non vado in giro a definirmi un esperto aspettandomi di essere invitato a qualsivoglia manifestazione o programma come tale. Del tema principale del libro ho già parlato, adesso mi preoccuperò di rileggerlo, risistemarlo e inviarlo all’editore, che non è detto che lo pubblichi. Per ora posso dirvi solo che è lungo quasi 100 cartelle con interlinea media e che sarà correlato di immagini. La parte centrale è quella più corposa, anticipata da quattro brevi capitoli e seguita da una conclusione sulle produzioni più recenti e interessanti tra quelle escluse dalla trattazione principale. Sarà un libro diverso da L’Identità Segreta, che appare più come un dizionario dei supereroi. Spero che ottenga lo stesso riscontro ricevuto dal mio primo libro sui fumetti.

postato da: Iburo alle ore 13:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:i miei libri, universolibri, altre cose che faccio
sabato, aprile 12, 2008

Gordiano Lupi lunedì mattina ha scritto a tutti chiedendo chi andava a Fullcomics, la fiera mercato del fumetto organizzata a Piacenza in questi giorni, che si chiuderà domani sera alle 19. Ha chiesto e, per una volta, ho detto: perché no? Non per fare il difficile, ma qui bisogna essere realisti: per ogni trasferta c'è da preventivare una spesa da cui difficilmente si può rientrare con la vendita dei libri, per cui prima di accettare qualche conto in tasca me lo faccio. L'ho fatto senza dirlo a nessuno, volevo dedicarmi un sabato e passarlo in una città in cui non ero mai stato. In sostanza ho fatto una gita, con l'aggiunta della mia presenza allo stand ogni tanto nel caso qualcuno volesse autografata una copia dei miei libri. Dopo anni sono tornato a promuovere i due titoli che ho in catalogo con le Edizioni Il Foglio, Italoamericana - che in quanto romanzo è passato pressocché inosservato agli occhi dei visitatori fumettofili - e L'identità segreta. Supereroi e dintorni, il libro per la cui presentazione ho affrontato questo viaggio. Se una volta l'indifferenza dei visitatori un po' mi creava dispiacere, adesso mi trova del tutto estraneo. I miei libri sono lì, chi li vuole ha solo da prenderli. Tanto più che Italoamericana presto sarà fuori catalogo. Ho potuto, invece, conoscere due interessanti fumettisti, Kaneda, autore del comicissimo Due cuori e una gatta, che vi consiglio di non perdere perché ad oggi è un vero successo nato sugli accessi al sito web; e poi la brava Paola Cannatella, che ha da poco pubblicato il suo primo libro a fumetti - Inchiostro di Jack - in cui lei è autrice sia dei testi che dei disegni. Inutile dire che tutti e due hanno le carte in regola per sfondare, cosa che gli auguro veramente. A volte credo che potere esprimersi sia un dono di libertà assoluta, avere il potere di osservare e riprodurre ciò che ti circonda presentandolo secondo il tuo metro di giudizio e il filtro di ciò in cui credi. Questo mi porta a volte a pensare che c'è molta più verità nelle storie inventate pubblicate sui libri che non nella vita reale, dove siamo tutti plagiati da mille preconcetti e status comportamentali.

 Stasera sono tornato a casa contento, e stanotte dormirò davvero bene. Presto avrò qualcosa di nuovo da proporre all'editore, ma non dico ancora niente per scaramanzia.

mercoledì, marzo 12, 2008

Oggi sono arrivato al lavoro e mi hanno chiamato dalla biglietteria per dirmi che c'era un pacchetto regalo per me. Ho pensato, alè, un insegnante scontento per le lunghe attese per entrare in Reggia mi ha lasciato il mio primo proiettile. No...era una ragazza di Milano, che lavora a un'agenzia di viaggi e che voleva ringraziarmi per averle fatto in extremis una prenotazione per un gruppo di studenti .

Oggi ho regalato alla mia amica Elisa una copia rara di un mio libro (rara perché ho ritirato il libro dalle librerie e le uniche copie disponibili le ho tenute per me). Non dico cosa intendo farne con le altre, ho già un progettino in merito che non troverà posto in questo blog. L'ho regalata a lei perché so che è una di quelle persone che non spariranno quando me ne sarò andato da qui.

Oggi, per l'appunto, ho dato un semiannuncio che il mese prossimo o quello subito successivo dovrei tornare a lavorare in biblioteca. Non vedo l'ora... E' vero, contrattualmente sarà più dura, ma guadagnerò in salute e sonno.

Oggi, prima di prendere il treno delle cinque e mezza per tornare a casa sono andato alla gelateria vicino al cinema e ho preso una coppa gelato da 2 € 20 (che cazzo di prezzo), gusti pistacchio di Bronte e crema di agrumi. E ho pensato: forse adesso la primavera è davvero arrivata.

postato da: Iburo alle ore 23:24 | Permalink | commenti (2)
categoria:amici, incontri, i miei libri, altre cose che faccio
martedì, febbraio 19, 2008

Sabato 1° marzo

ore 15

 

presso

Ecomuseo Cruto

Via Matteotti, 2 - Alpignano

(edificio della biblioteca civica)

 

Presentazione

Incontro d'Autore

 

Letture dai libri:

 

Odio di Andrea Borla

L'anima nuda di Gemma Bosio

Quarto piano di Gisella Catalano

Aurora d'Inverno di Alessandro Del Gaudio

L'ombra del Graal di Franco Nervo

 

Parteciperanno gli autori per presentare i loro libri.

 

L'iniziativa prevede anche un'esibizione musicale, la mostra dei quadri di Giorgia Audisio e un rinfresco finale.

postato da: Iburo alle ore 19:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:presentazioni, i miei libri
lunedì, dicembre 24, 2007

Quella ragazza poteva avere vent’anni, era molto più giovane di lui, ma Ruffo giurò di non aver mai visto qualcosa di altrettanto bello in tutta la sua vita.

 Di riflesso gli tornò in mente Rebecca, ma persino la sua bellezza impallidiva al confronto. E poi perché pensare a Rebecca? L’aveva già fatto troppo.

 La ragazza lo guardò incuriosita, ma non disse niente.

 Leonardo prese un fazzoletto dalla tasca dai pantaloni e glielo porse. Lei si fece un po’ sospettosa, ma lo accettò e cominciò a pulirsi il viso.

 “Se vuoi che qualcuno ti aiuti dovresti uscire da qui e andare dove c’è un po’ più di luce”, le consigliò.

 Proprio in quel momento l’accendino si spense. Poi, con una scintilla tornò la fiammella. La ragazza non si era ancora stancata di lui.

 La prese delicatamente per un braccio e l’aiutò a rimettersi in piedi. Lei si lasciò condurre fuori da quel viottolo buio. Zoppicava, ma sapeva che poteva appoggiarsi alla sua spalla. Quando furono sotto il lampione che dava sulla strada principale tirò un sospiro di sollievo.

 Ruffo poté guardarla meglio. Era ancora più bella, un angelo triste in giubbotto di jeans, minigonna e reggicalze strappati.

 “Come ti chiami?”, le chiese.

 Lei rifletté un po’ prima di rispondere.

 “Alice”, disse poi, rivelando una voce più adulta di quanto lui immaginasse.

 “È il tuo vero nome?”, volle sincerarsi.

 “È il nome con cui mi hanno sempre chiamata”, rispose lei, un po’ indispettita.

Tratto da Tenebra di Luce

...quando ho scritto questo romanzo, alcuni anni fa, non avrei immaginato che mio fratello avrebbe deciso di chiamare così mia nipote. Non vedo l'ora che sia marzo...

postato da: Iburo alle ore 17:28 | Permalink | commenti (13)
categoria:dediche, i miei libri, assaggi letterari
martedì, novembre 27, 2007

Ancora una volta la scrittura sta seguendo il suo corso. Il romanzo che ho cominciato un mese fa, dal titolo Lacrima d’angelo, sta assumendo connotazioni diverse da quelle che avevo previsto e si profila l’eventualità che diventi uno dei capitoli del ciclo Storie di altri mondi, di cui per ora ho terminato (e pubblicato) un solo titolo, Aurora d’Inverno. So che c’è gente che quando sente parlare di fantasy o di narrativa fantastica in generale storce il naso, ma in questo periodo è ciò di cui ho bisogno, per numerose suggestioni e sensazioni che ho vissuto. Inoltre, sotto Natale mi capita spesso di scrivere romanzi di questo tipo, difatti tutti gli altri libri li ho cominciati a scrivere a dicembre. Il problema è, che poi, le storie si insabbiano e ci metto un poco a disincagliarle, a volte anni. Difatti ho parlato mesi fa a Magnetica Edizioni degli altri romanzi e non li ho ancora finiti. La colpa è anche della poca fiducia nell’editoria, che in certi momenti si dimostra inaffidabile, e capita che le numerose idee che si affollano nella testa sfumino come nebbia sotto il sole, restino lì in attesa di essere riprese.

 Però l’idea di completare questa serie di romanzi non l’ho ancora accantonata, anche perché il secondo e il terzo sono già ampiamente avviati e l’ultimo è a pagina 30. Chissà che un giorno non possa realizzare questo progetto che mi porto dietro da un po’ di anni.

 Questo romanzo ha come protagonista un giovane terrestre che viaggia tra i mondi per ritrovare la sua amata rapita da un demone. Ad accompagnarlo nel suo viaggio sarà una ragazza dalle capacità insolite, un’agente di consulenza magica, e altri singolari personaggi. Spero presto di potervi dare maggiori dettagli.

lunedì, luglio 23, 2007

Girando per blog, a un bibliotecario capita anche di far questo, ogni tanto, ho notato che gli inviti a leggere qualcosa in vacanza si sprecano. Quindi uno in più non fa male. Io personalmente evito di prendere i bestseller che mi propinano radio e televisione, perché certi libri ben confezionati sembrano fatti apposta per essere letti sotto l'ombrellone e poi dimenticati (o, in periodo natalizio, per un'idea regalo con cui disimpegnarsi). Ogni scrittore, parlando con il suo editore, si sarà sentito dire che è meglio far uscire i libri in momenti precisi dell'anno, in particolare per la Fiera del Libro e per Natale. Qualcuno, non tutti, propongono uscite mirate al periodo vacanziero, storie che spesso rimandano a luoghi da sogno o a relazioni piccanti. Io non voglio niente di tutto questo, io voglio il libro giusto, quello che so potrebbe caratterizzare la mia estate, che sia il titolo di richiamo o il classico, il bestseller o una prova d'esordio. Quindi, non vi dirò cosa comprare (e men che meno di comprare un mio libro), ma senz'altro di portarvi da leggere in vacanza e di scegliere bene. Io, ad esempio, ricollego una precisa vacanza al mare a Rosolina, dove tempo fa avevo la casa, alla lettura di La luna e i falò di Pavese, il viaggio a Berlino a Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle, un viaggio nelle Marche a Anna di Green Gables di Lucy Maud Montgomery, da cui poi ho tratto un racconto pubblicato nell'antologia Luna all'alba. Sono stati momenti speciali, un viaggio nel viaggio, per questo penso che partire con un bel libro in valigia equivalga a non partire mai soli. Ma per chi volesse esiste anche una letteratura nascosta di qualità che con un po' di impegno si può rintracciare, e che vale davvero la pena leggere. Parlo degli autori esordienti, chiaramente, fare finta che non esistono è il modo per vanificare il loro lavoro. Se volete qualche titolo è sufficiente che visitiate qualche link del mio blog, troverete che tra i miei amici c'è un sacco di gente che scrive e che scrive belle cose. Se non vi basta perlustrate il catalogo di uno dei miei editori, i cui link sono indicati nel blog. Non andate via portandovi la prima cosa che vi capita, quando fate le borse sapete cosa mettere e cosa no, la scelta dell'abito da sera o di qualche CD d'ascoltare non è mai occasionale. Così come non lo è la scelta dei vostri compagni di viaggio, con buona pace di chi vi dimenticate di invitare. Fate che non lo sia neanche quella del vostro libro per le vacanze. 

 

piccolaeditoria
mercoledì, giugno 06, 2007

Lugo, il protagonista, è un adolescente come tanti che vive ad Alphane, una città del pianeta Geon, e che è il prescelto per guidare una compagnia eterogenea di eroi verso la città dell’Inverno, dove la Regina è tenuta prigioniera dalle forze del male. Dopo innumerevoli avventure e battaglie la compagnia degli otto giunge allo scontro finale, in cui, non senza perdite, riuscirà ad avere la meglio sul Sindallion, il Signore del Male, circondato dai suoi terribili servitori. Il Regno di Vassane, dove si svolge gran parte dell’azione, è confinato dall’autore in una dimensione parallela, nella quale si vive ancora in perfetto stile medievale, mentre l’inizio della storia si svolge in un contesto futuro, su un pianeta che non è la Terra, ma che è un suo diretto discendente, e dove le città sono simili alle attuali metropoli ,con i suoi pregi e difetti. Un romanzo innovativo, in quanto al fianco dei cliché fantasy classici, compaiono anche tratti fantasy molto originali; vedremo quindi comparire un robot dal cuore d’oro, un’amazzone ed un lucertolone. Questo libro è un omaggio dichiarato a grandi autori come Ende, Tolkien, Brooks, Weis, Hickman e molti altri. Un fantasy non del tutto riuscito però… Il fatto che vi si presentino tutti i tratti caratteristici del genere, cozza contro la lunghezza del libro che, limitandosi nel numero delle pagine, anche se “dense”, non riesce a sprigionare la carica di suggestione che la creazione (letteraria) di un mondo fantastico richiederebbe. A tratti si ha l’impressione che sia stata messa troppa carne al fuoco e che gli avvenimenti, in certi frangenti, siano stati raccontati in fretta. Alcuni personaggi, pur giocando ruoli di tutto rispetto, rimangono poco visibili (al lettore) e nei momenti più concitati si soffre la sensazione di volerne sapere di più e di vedere più particolari. Questa caratteristica è confermata dal fatto che in quasi tutti i capitoli si svolgono scene d’azione e che, a un certo punto, si percepisce la mancanza di un passaggio disteso e descrittivo, che permetta di entrare in contatto con i personaggi e con i loro pensieri, piuttosto che con le loro azioni. Se da un lato, però, questa ricchezza di eventi genera nel lettore, soprattutto inizialmente, una sorta di confusione, dall’altro è un valido dispositivo per invogliare alla lettura. Un libro comunque da leggere, per la sua originalità e per le note innovative che ha introdotto in questo genere che ancora poco ci offre nel panorama italiano. (Fantasy Italia)

postato da: Iburo alle ore 10:05 | Permalink | commenti
categoria:i miei libri, universolibri
giovedì, maggio 17, 2007

Visto che ci siamo, ecco la copertina rifatta di Le note di Nancy. In bianco e nero per ridurre un po' il prezzo di copertina, secondo me non è affatto male. Voi che ne pensate?Nancy

 Se volete, qui sotto c'è la nota che ho scritto all'inizio del libro.

 

Quando ho terminato la stesura di questo libro, ho sentito una sensazione di liberazione. Un po’ perché ero finalmente riuscito a terminare un lavoro cominciato due anni prima, un po’ perché sapevo di aver realizzato un romanzo intimo.

 Alcuni anni fa lavoravo in una fabbrica nella cintura di Torino, mi occupavo insieme ad altri venti operai di caricare sui camion i pacchi che l’SDA doveva consegnare ogni notte in giro per l’Italia. La prima idea per questo libro nacque così. Inizialmente Giacomo avrebbe dovuto essere un attento cronista oltre che un bravo artista, i suoi colleghi e le loro storie sarebbero dovuti diventare oggetto di analisi da riprodurre poi sulla tela. Come spesso mi capita, anche stavolta all’inizio non sapevo esattamente dove mi avrebbe condotto il filo della storia. Scriverla è stata una sorpresa anche per me.

  Spesso in un’opera l’artista proietta il mondo che vorrebbe. Ne Le note di Nancy credo che vi si possa trovare di più: la vita che tutti vorremmo. Le situazioni di questo romanzo il lettore può ritrovarle in qualche canzone memorabile o in un film indimenticabile, anche se non è detto che il mio libro piaccia a tutti.

 Scriverlo è stato come ripercorrere un viaggio interiore, ascoltare una musica struggente o rileggere un passo toccante del nostro romanzo preferito e sforzarmi di farlo conoscere a qualcun altro.

 I personaggi del libro rispecchiano il desiderio che la sensibilità, riposta nel cuore delle persone, possa superare la barriera del pregiudizio e dell’apparenza; il solo rammarico è che raramente ho visto questo mio desiderio realizzarsi.

postato da: Iburo alle ore 18:42 | Permalink | commenti (16)
categoria:i miei libri
venerdì, maggio 04, 2007

Vi piace? E' la nuova copertina de L'Identità Segreta, il mio saggio sui fumetti che potrebbe essere in stampa per giugno. Inutile dire che libri come questo non finiscono mai di richiedere aggiornamenti, ma in più questa edizione avrà una trentina di illustrazioni realizzate dall'ottimo Oscar Celestini, autore anche della copertina. In più ci saranno alcune aggiunte al testo. Un libro nuovo, quindi, come nuovo era stata la seconda edizione rispetto alla prima. Questa, però, le batte tutte.

 Sarà distribuito da Panini, Starshop e Pegasus, cioé i tre distributori di editoria sui fumetti più importanti d'Italia.

 Il prezzo 12 €, sempre Edizioni Il Foglio.

 

Identita3

postato da: Iburo alle ore 19:26 | Permalink | commenti (4)
categoria:i miei libri
venerdì, aprile 30, 2004

Per chi pensa di venire alla Fiera del Libro, mi permetto di segnalare che

Domenica 9 maggio

Padiglione 1 - Stand Fidare (D39/C40)

sarò presente tutto il giorno per parlare del mio nuovo libro

Luna all'alba

Come tutti gli anni La Fiera è al Lingotto, Via Nizza 260 Torino.

Mi farà piacere poter vedere di persona alcuni (o anche tutti) dei partecipanti del mio blog.

Spero, per l'occasione, di avere almeno qualche copia a disposizione del libro da autografare. La tipografia di Roma sta facendo del suo meglio. Per maggiori informazioni potete visitare il sito del mio editore, Proposte Editoriali, www.proposteditoriali.com

 

postato da: Iburo alle ore 22:52 | Permalink | commenti (2)
categoria:i miei libri, gentile editore
mercoledì, aprile 28, 2004

Ecco un brano tratto dal mio romanzo inedito (sob!) Tenebra di Luce. Potrete leggere una descrizione essenziale del locale che ha dato il nome a questo blog. Piccola curiosità: Ruffo è il soprannome di Leonardo, il protagonista.

C’era un locale dall’aspetto cadente, una casa in stile vittoriano interamente costruita in legno con le finestre aperte, attraverso cui Ruffo poté vedere un moderato movimento di persone e un caleidoscopio di luci soffuse. La musica proveniva da là. Su un’insegna di legno, attaccata solo più per un chiodo, che penzolava mossa dal vento e cigolava in modo sinistro, era inciso il nome del locale: La Volpe Dorata.

Entrò. I tavolini erano di forma circolare e sostenuti da volpi antropomorfe. Tutti gli avventori erano seduti al bancone, a parte uno. Si trattava di un uomo di bell’aspetto, perso nei propri pensieri. Stava scribacchiando su un taccuino, di fronte a un bicchiere pieno a metà di birra. Ruffo aveva l’impressione di averlo già visto da qualche parte. Andò a sedersi di fronte a lui. Quello non si accorse subito della sua presenza, difatti quando lo vide trasalì dallo spavento.

“Ehi, ti sembra il modo di arrivare?”

Leonardo sgranò gli occhi interdetto.

“Mi hai spaventato”, aggiunse.

“Scusa, non era mia intenzione”.

L’uomo indossava una camicia di cotone, sbottonata, che non riusciva a nascondere il petto villoso. Avvicinò il viso un po’ di più al suo per guardarlo meglio.

“Ci conosciamo, amico?”

“Non so. È possibile. Magari ci siamo incontrati a una festa”.

“Sì, non hai un volto nuovo. Qual è il tuo nome?”

“Leonardo”.

“Leonardo…”, ripeté il tizio, e continuò a rigirarsi quel nome sulla lingua per un po’.

“Scusa, ma dal momento che io mi sono presentato, dovresti farlo anche tu”, protestò Leonardo.

“Certo, hai ragione. Io mi chiamo Pino Porticelli”, rispose l’altro stringendogli la mano.

Ruffo non perse mai di vista il suo taccuino. Pino lo notò e, senza esitazione, gli mostrò quello che stava facendo.

Leonardo vide che stava disegnando una donna, vestita di abiti regali, con dei bellissimi occhi di cerbiatto.

Ad un tratto fu colto da vertigini. Conosceva anche quel disegno. Tornò a guardare Pino come se lui dovesse dargli delle spiegazioni e vide che sorrideva e gli strizzava l’occhio. Poi la sua espressione mutò in terrore, qualcosa o qualcuno alle spalle di Ruffo aveva attirato la sua attenzione.

Leonardo si girò e vide che al loro tavolo si stava avvicinando un poliziotto. Senza tante cerimonie sollevò di peso Pino dalla sua sedia e lo trascinò fuori dal locale. E Ruffo rimase con la testa piena di dubbi, confuso, impietrito da ciò che aveva appena visto. Tornò a guardare il disegno. Chi era quella donna? Pensandoci un poco il suo nome gli sarebbe balzato sulla lingua...

postato da: Iburo alle ore 22:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:i miei libri, assaggi letterari
sabato, febbraio 28, 2004

Visto che ho scritto un saggio sui Supereroi, molti mi hanno risposto dicendomi che in una lista come quella che ho fatto per realizzare le schede dei personaggi mancano indubbiamente alcuni pezzi grossi del fumetto d'azione internazionale. Ad esempio Dylan Dog, Tex, Goldrake, Flash Gordon, che in effetti non sono stati inseriti nemmeno nell'edizione ampliata che avevo in mente di fare e che non so se si farà mai. Voi cosa ne pensate? Secondo voi, in un saggio come L'Identità Segreta, qual è un personaggio che vorreste mettere assolutamente anche solo perché è quello che vi piace di più? Se volete qualche delucidazione sui personaggi inseriti, andate a visitare pure il sito che è in link al blog, qui a lato. La trattazione riguarda solo Italia, America e Giappone.

postato da: Iburo alle ore 17:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:i miei libri