venerdì, luglio 04, 2008

Intanto l'Italietta dei concorsi che contano ha decretato il nome del prossimo autore destinato a entrare nella Letteratura Italiana o degli italiani. Paolo Giordano ha appena trionfato allo Strega, il noto premio che prende il nome da un liquore. L'ha vinto con la sua opera prima, a soli 26 anni, pubblicando con un editorucolo come Mondadori, più o meno il genere di editori che si possono permettere gli autori esordienti in Italia, nevvero? E sorprende che a vincere sia stato un autore così giovane, perché per la gente a 26 anni in Italia sei quasi un bambino. Tutti si sarebbero aspettati... o augurati... i soliti nomi che vanno per la maggiore, i figli delle scuole holden e dei tuttolibri. Però c'è da chiedersi come abbia fatto uno scrittore in erba a vincere lo Strega e, ancora prima, a pubblicare con Mondadori, rischiando di cadere nel solito luogo comune che qualche aiutino da qualche parte l'ha avuto. Incuriosito sono andato a leggere su wikipedia i nomi degli autori che hanno vinto il premio dal 1947 in poi, alcuni dei quali sono davvero molto bravi e meritano la reputazione che hanno. Altri sono perfetti sconosciuti, ma quel che colpisce di più è che i libri che hanno vinto...salvo rare eccezioni...non li conosce quasi nessuno. Però i 400 giurati che li hanno scelti, che si chiamano Gli amici della domenica, in onore dei fondatori del premio, li hanno letti e li hanno anche consigliati, 400 persone che appartengono al mondo culturale. Basta leggere qualche titolo e poche parole di trama per capire quanto stanco e provinciale dimostri di essere questo "mondo culturale", completamente indifferente alle nuove tendenze e all'universo libri fatto in maggioranza di veri artigiani della scrittura e dell'editoria, un mondo che considera scrittori solo coloro che pubblicano con gli editori che contano e che possono permettersi una distribuzione capillare sul territorio, che non vanno certo in giro alla ricerca dei veri talenti da proporre, perché no, allo Strega.

 Fra non molto toccherà al Campiello, in cui i giurati invece che valutare direttamente i testi - rigorosamente di narrativa - li sottopongono a una giuria di lettori, i quali scelgono i finalisti e il vincitore. Un po' meglio, un po' più democratico, anche se poi sono i soliti baroni della cultura a scegliere i libri da far leggere, mica i lettori. In pratica, a differenza dello Strega, invece di scegliere direttamente un vincitore lo si fa scegliere alla gente comune, a patto, però, che appartenga comunque al sistema editoriale delle multinazionali. Non è ammesso che a sfondare sia uno scrittore che non è stato preventivamente scelto e selezionato dal sistema chiuso dell'Intelligentia.

In sostanza tutto resta com'è, continua a mancare in Italia un premio importante e riconosciuto a livello nazionale che si occupi dei veri emergenti, degli autori che pubblicano con case editrici piccole e povere, che consenta agli autori di spedire il proprio lavoro e di fare scegliere ai lettori davvero liberamente chi deve vincere, permettendo ai partecipanti di gareggiare alla pari. Manca, insomma, un premio che "premi" davvero la scrittura, le storie, e non gli autori o la cerchia di amicizie in cui essi rientrano. Può avere qualsiasi nome, anche quello di un liquore, l'importante è che sia serio nei contenuti e nel regolamento.

postato da: Iburo alle ore 13:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:proposte, dibattiti, gentile editore, universolibri
mercoledì, aprile 02, 2008

Se ne parla da alcuni mesi, ma io l'ho scoperto grazie all'AIB CUR, una specie di forum tra bibliotecari a cui si aderisce per posta elettronica...e che molto spesso è buono solo a intasare le caselle di posta. Questa volta però l'argomento mi è sembrato interessante: i distributori di libri. Dicono che ci sono anche in Italia in alcune città e in alcuni luoghi precisi, tipo le metropolitane o le stazioni ferroviarie. A Torino non ne ho mai visti, ne mi aspetto di vederne in metropolitana, dove non ci sono neanche i gabinetti, figurarsi avere il tempo per scegliere un libro. Ma in Inghilterra, ad esempio, dove in ambito culturale sono un secolo avanti, ci sono da tempo, e sono come i distributori delle merendine, ma con dei video su cui scorrono booktrailer, interviste e presentazioni rilasciate dagli autori. Ora, in tempi di grande distribuzione, in cui sono nate vere e proprie "gastronime automatiche" in cui prendersi il classico caffé come la lasagna o la pasta e ceci premendo un solo pulsante, perché non adottare questo sistema anche per i libri e la cultura? Ad esempio nei musei, o per pubblicizzare in giro alcuni titoli o generi che non hanno alle spalle la spinta mediatica della tv o della radio? Tanto, sappiamo che spesso i librai di fare il loro mestiere non hanno più voglia, mettono i libri sugli scaffali e aspettano alla cassa di intascare qualche soldo, se gli si chiede di consigliare un libro o di richiederne uno fanno spallucce e tergiversano per scoraggiare il cliente, nella maggior parte dei casi non sanno neanche di averlo un libro; insomma, per avere una persona in carne e ossa che con una mano porge il libro e con l'altra prende i soldi, che non vede l'ora di liberarsi di te, usiamo delle macchine vere che almeno ti illustrano qualcosa dei libri che espongono. Però bisogna farlo con intelligenza, senza favorire i soliti 4 o 5 autori da strapazzo, senza annullare la distribuzione tradizionale, ma consentendo così ai libri di arrivare anche in quei posti in cui si dispera di poterne trovare.

postato da: Iburo alle ore 09:15 | Permalink | commenti (4)
categoria:proposte, dibattiti, universolibri
martedì, novembre 20, 2007

SABATO 24 novembre

 ORE 21

Cascina Roccafranca

Via Rubino 45 - Torino

I maltrattanti

 

Interpreti:

FRANCO Tozzi, ROBERTO Illario, ROBERTO Poggi,

IVANO Avella, ANDREA Ricci, FRANCO Muzzarelli ,PAOLO Nalli

 

Da un racconto di Alessandro Del Gaudio

-:-

Ecco finalmente andare in scena la piece teatrale ispirata a un mio racconto a cui mi ero dedicato a luglio. Questo è il primo appuntamento. L'argomento è, tra gli altri, la violenza sulle donne e l'incomunicabilità tra i sessi.

Ecco l'incipit del racconto:

Si incontrarono anche quella sera come tutte le settimane, in sette, come sempre.

 I primi ad arrivare furono Ivano e Aldo, che per prima cosa presero possesso del biliardo e si misero a fare qualche tiro. Il tavolo era vicino alla finestra, la strada illuminata flebilmente dai lampioni era ben visibile. A metà partita due uomini apparvero oltre i cespugli, riconobbero subito Andrea e Franco che arrivavano insieme, il primo, esagitato come sempre, che stava esponendo qualche sua questione a Franco, il quale ascoltava in silenzio con le mani nelle tasche; non sembrava mai prendere posizione, solo ascoltare quella degli altri, come se non gli importasse granché. Stavano ancora parlando quando entrarono nel circolo.

 “Ma come si chiamava?”, faceva Andrea paonazzo.

 “Non è il caso che ti sforzi”, rispose Franco. “Che importanza può avere il nome, è il fatto che conta”.

 “Quale fatto?”, volle sapere Aldo, mettendo la numero 4 in buca di fronte a un allibito Ivano.

 “Non l’avete sentito? Nel parco qui vicino una donna è stata stuprata, la scorsa notte”.

postato da: Iburo alle ore 22:43 | Permalink | commenti (5)
categoria:proposte, dibattiti, assaggi letterari, altre cose che faccio